Di giorno serigrafo, d’estate oste sul mare. La doppia vita di Antonio Vincenti nella baia segreta di Licata
LICATA – Per gran parte dell’anno Antonio Vincenti indossa il camice da serigrafo. Lavora nella sua azienda a Licata (Agrigento), tra telai, colori e stampe, portando avanti un’attività che conosce da sempre.
Poi, quando la giornata in laboratorio finisce e arriva la stagione estiva, lascia il camice, indossa il grembiule e si trasferisce a pochi chilometri di distanza, in una piccola baia affacciata sul Mediterraneo. È qui che prende vita Cala del Re, il luogo che insieme alla sua famiglia ha trasformato in uno degli angoli più suggestivi della costa licatese.

Non è il classico stabilimento balneare e nemmeno soltanto un ristorante sul mare. Cala del Re è una piccola oasi immersa nella natura, una spiaggia raccolta dove il tempo sembra rallentare. Qui non ci sono file interminabili di ombrelloni né il caos tipico delle località balneari più frequentate. Ci sono il rumore delle onde, il canto delle cicale, il profumo della macchia mediterranea e quello che, nelle ore del pranzo e della cena, arriva dalla cucina.
Persino il telefono cellulare diventa superfluo. Il segnale è praticamente assente. Ma è proprio questo uno degli aspetti che rendono speciale il luogo: per qualche ora si smette di guardare lo schermo e si torna a guardare il mare. Cala del Re invita a rallentare, a ritrovare il piacere del silenzio e di una giornata vissuta senza fretta, lontano dalle notifiche e dalla frenesia quotidiana.

La struttura, nata nel 2008 dall’iniziativa di Antonio Vincenti e Serafino Costanza insieme alle rispettive mogli, Giovanna e Pina, conserva ancora oggi una gestione interamente familiare. È questa una delle caratteristiche che ne definiscono l’identità. Ogni componente della famiglia contribuisce alla vita del locale con il proprio ruolo, mantenendo quell’atmosfera genuina e spontanea che gli ospiti percepiscono fin dal loro arrivo.
Antonio, terminata la giornata nel laboratorio di serigrafia, entra in cucina. La sua è una proposta profondamente mediterranea, costruita attorno al pescato locale e agli ingredienti della Sicilia. Nessuna ricerca dell’effetto spettacolare, ma una cucina che punta sulla qualità della materia prima e sul rispetto dei sapori.
Il menu racconta il mare attraverso una ricca selezione di crudi, con gamberi rossi e bianchi, ostriche e una crudité di mare, ma anche con piatti che affondano le radici nella tradizione siciliana, come le sarde a beccafico, il polpo strascinasale, la parmigiana di mare e il tortino di patate e polpo. Preparazioni essenziali, curate, che lasciano parlare il prodotto e restituiscono tutto il carattere del Mediterraneo.

Ad accogliere gli ospiti in sala c’è il figlio Cristopher Vincenti, volto giovane dell’attività di famiglia, che accompagna il servizio con discrezione e cordialità, contribuendo a creare un clima rilassato e familiare.
Il ristorante dialoga continuamente con la spiaggia. Bastano pochi passi per passare dalla tavola agli ombrelloni, sistemati con ampio spazio tra loro in una piccola baia sabbiosa affacciata su un mare cristallino.
Un luogo pensato per chi cerca tranquillità e privacy, dove trascorrere un’intera giornata alternando un bagno, un pranzo di pesce e un aperitivo vista mare senza mai lasciare la struttura.

Qui il lusso non coincide con l’esclusività ostentata, ma con il tempo. Il tempo di fermarsi, di ascoltare il rumore delle onde, di respirare il profumo del mare e quello dei piatti che escono dalla cucina mentre il sole illumina la costa meridionale della Sicilia.
In un tratto di costa ancora lontano dai grandi circuiti turistici, Cala del Re rappresenta così un modo diverso di vivere il mare. Non soltanto uno stabilimento balneare o un ristorante, ma un luogo dove natura, ospitalità e cucina convivono in perfetto equilibrio.
Un piccolo rifugio sul Mediterraneo in cui, almeno per qualche ora, ci si può concedere il lusso più raro: stare bene. E soprattutto: disconnessi.
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