FIERA DELL’AGRICOLTURA, UN SUCCESSO A TERAMO TRA CONVEGNI, DEGUSTAZIONI E STAND
TERAMO – Dopo quattro giorni tra stand enogastronomici e di articoli e prodotti agricoli, convegni su temi cruciali come il futuro della zootecnia, le opportunità per il settore offerte dalla coltivazione di grani antichi o della genziana, antichi vitigni riscoperti e pratiche agronomiche sostenibili, è andata in archivio la 32esima Fiera dell’Agricoltura che ha richiamato al Parco fluviale di Teramo 200 espositori da nove regioni e decine di migliaia di visitatori.
Domenica e martedì, complice la festa del 25 aprile, sono state le giornate in cui si è registrata un’affluenza record. Alla buona riuscita della manifestazione, organizzata da un comitato costituito appositamente dal Comune, hanno collaborato Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia, Bim Teramo-Consorzio dei Comuni del Vomano e Tordino, Provincia di Teramo, Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, Asl di Teramo, Università di Teramo, Cia L’Aquila-Teramo, Istituto d’istruzione superiore DI Poppa-Rozzi, Coldiretti Teramo, Ordine degli Agronomi di Teramo, Inps, Dmc Gran Sasso Laga, Its Agroalimentare di Teramo, Costruttori Teramani e Gal.
Nel ricco programma di convegni e laboratori, alcuni dei quali di taglio scientifico-divulgativo destinati ai professionisti del settore e ai cittadini, sono stati affrontati anche temi attuali come il cibo sostenibile e la cucina antispreco, la tutela dei prodotti tipici, l’olivicoltura sostenibile nell’areale dell’olio Dop Pretuziano delle colline teramane e sono stati presentati due progetti dell’Izs che renderanno più salutari e sicuri due prodotti tipici del territorio, il salamino abruzzese e l’arrosticino.
Numerose anche le degustazioni guidate dai sommelier della Fisar, come quella sul Cerasuolo delle Colline teramane e quella sul Nero Antico di Pretalucente, preceduta dal convegno curato dall’Università di Teramo sulla caratterizzazione funzionale e molecolare per la valorizzazione della biodiversità.
Per il sindaco Gianguido D’Alberto il trentadue anni la fiera “è cambiata molto, è sempre in crescita, la nuova location si manifesta come sede naturale di una fiera che è diventata un riferimento regionale e nazionale”.
“Il bilancio è sicuramente positivo, confermiamo i numeri dello scorso anno e soprattutto l’area si conferma amata dal pubblico che, insieme a commercianti ed espositori, premia la fiera”, rileva Antonio Filipponi, assessore comunale al commercio e presidente del Comitato Fiera.
“La zootecnia purtroppo è in crisi, anche a causa della nuova Politica agricola comune che penalizza il settore ovino e caprino”, commenta Roberto Rampazzo, direttore di Coldiretti Abruzzo, che punta l’indice anche contro il cibo sintetico: “In Danimarca c’è un bioreattore già in funzione che sta producendo latte che proviene dalle cellule staminali di una vacca morta che potrebbe soddisfare la richiesta di latte e derivati di tutta Europa, è una cosa aberrante!”.
“Grazie ad uno studio delle Università di Teramo e Perugia, voluto dal Comune di Gessopalena, abbiamo caratterizzato il vitigno dal punto di vista sia genetico sia enologico. Questo ha consentito di ottenere una collezione di micro organismi associati alla vinificazione, che risponde ad un’esigenza dei consumatori che cercano nuovi vini con un forte legame con il territorio”, ha spiegato la professoressa Rosanna Tofalo di Microbiologia enologica dell’Università di Teramo, a margine del convegno “Caratterizzazione funzionale e molecolare Nero Antico di Pretalucente per la valorizzazione della biodiversità” e “Microbiota indigeno delle uve Nero Antico di Pretalucente e impatto sul profilo aromatico del vino”.
Per Giuseppe Ialonardi della Fisar Teramo “è stata una bella scoperta che ci fa capire che c’è una strada da percorrere che può anche contribuire a diversificare il panorama enologico abruzzese”.
Soddisfatti gli espositori, come Rita Bove de La Capra Fenice che a Tortoreto (Teramo) produce formaggi di capra, Gaspare Di Domenicantonio dell’azienda agricola Di Domenicantonio di Teramo, e Adriano Santori che produce mosto cotto nella sua Cantina Cirrià di Controguerra (Teramo).
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