L’AUDITORIUM DEL PARCO: IL CONFRONTO DELLE IDEE


L’AQUILA – L’auditorium del Parco è un sistema di edifici, progettati e realizzati come temporanei, con lo scopo di ospitare eventi culturali. Le pagine web ci dicono che nasce “da un’idea di Claudio Abbado e fu progettato dall’architetto Renzo Piano, viene realizzato grazie al contributo della provincia autonoma di Trento in segno di solidarietà dopo le distruzioni del terremoto del 2009”.

Leggiamo inoltre che la ”volontà di Renzo Piano era quella contribuire alla ricostruzione dell’Aquila ed evitare l’allontanamento dei cittadini dal suo centro storico”.

A questo si accompagna la scelta coraggiosa e lungimirante di un’amministrazione comunale che pure si interrogò ed interrogò la città sull’opportunità di intervenire in un contesto storico, quale è quello del Giardino storico del Parco del Castello.

Direi a questo punto, a 12 anni dal terremoto, se occorre ancora interrogarsi sull’utilità dell’auditorium del Parco piuttosto che invece sulla necessità di immaginare un nuovo sistema di attrezzature pubbliche dedicate alla cultura.

Cosa intendo: al di là dell’affezione che pure si è maturata verso il nuovo paesaggio urbano, al di là del senso di vuoto urbano che si andrebbe ad aggiungere ai già gravosi vulnera ancora presenti nel tessuto storico (uno per tutti quello di Santa Maria Paganica), al di là del “che faccio, lascio?”, bisogna avere prima ben chiaro un disegno di città.

Per avere chiaro un disegno, bisogna aver pensata e maturata e discussa un’idea di città. A valle di un dibattito culturale collettivo si potrà più consapevolmente ragionare sul futuro del Parco, anzi meglio ancora, del Giardino storico del Parco del Castello.

Anzitutto pensiamo al modus operandi da adottare per pensare la ricomposizione urbana di un tessuto storico piuttosto importante: si procede in direzione di un restauro urbano critico, organico, parte di un piano di recupero di tutto il patrimonio culturale costituito dal sistema degli spazi pubblici? Oppure si preferisce andare per spot, ossia oggi mi pre-occupo dell’auditorium e domani si vedrà? Ovviamente la mia opinione sarebbe quella di ricomporre il quadro generale di questo palinsesto paesaggistico, fortemente frammentato e lacunoso. Lacunoso di idee, programmazione, pianificazione, proiezione della città verso il prossimo futuro.

Non ho usato per caso il termine pre-occuparsi: piuttosto che anticipare un tema che invece appartiene ad un ragionamento d’insieme, occupiamoci oggi, subito, di un piano di recupero, occupiamoci di un progetto urbanistico per ricomporre la continuità urbana dello spazio pubblico nel centro storico. Parliamo di spazio pubblico a proposito di auditorium perché esso costituisce l’armatura urbana che è matrice del piano, di qualsiasi piano: ecco perché gli spazi pubblici vengono prima del resto. È il loro sistema che consente la fruibilità delle attrezzature e dei servizi, come gli auditorium.

E dunque il tema dell’auditorium non può anticipare quello più urgente di un piano di restauro e recupero del sistema di spazi pubblici. Mi riferisco agli spazi del Giardino Storico del Parco del Castello, delle strade e delle piazze adiacenti, degli impianti sportivi: questa porzione di città dovrebbe ricomporsi come un unicum urbanistico. Ed invece preferiamo procedere con uno spezzatino urbano.

Ma non è questo il modo giusto di prenderci cura della città e delle nostre comunità: proponiamo un dibattito serio, articolato, organizzato per laboratori urbanistici, in cui non ci sia paura del confronto con la città e che anzi rimedi ai quattro anni di assenza di programmazione, pianificazione e gestione urbanistica dei centri storici.

Proponiamo qui la discussione su un sistema di attrezzature dedicate alla cultura: auditorium, musei, teatri, spazi aperti temporanei e multifunzionali; diamo un respiro differente al sistema culturale stesso: quello cittadino è di fatto un tessuto culturale regionale, nazionale ed internazionale.

Ragioniamo sul restauro del giardino storico del parco del castello, riconnettiamolo al Bosco del Littorio, agli impianti Sportivi ma anche al sistema di spazi di Via Castello, Piazza Regina Margherita, Largo Tunisia, Via Garibaldi e Piazza Chiarino, Piazza battaglione Alpini ed il Corso: diamo un nuovo corso, è il caso di dirlo, alla nostra città. Quirino Crosta

Una delle planimetrie disegnate dall’ingegner Bafile

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