QUANDO UNA CUCINA DIVENTA L’OASI DI UNA CASA


L’AQUILA – Parafrasando la battuta di un celebre film potremmo dire sotto voce alla padrona di casa “quella cucina ha un buco!”, ma sappiamo che a riempirlo è stato direttamente il progettista, l’architetto Stefano Boeri, che ha fatto degli alberi e del concetto di verde che non lascia spazio all’architettura ma la accoglie e include, la sua firma personale.

Il progetto Oasi di Aran Cucine, marchio internazionale made in Abruzzo, e di Stefano Boeri Architetti nasce da una collaborazione di qualche anno fa, presentata come concept all’Eurocucina 2018 e proposta in chiave e completa e rinnovata al SuperSalone 2021.

Oasi non è semplicemente una cucina, ma l’espressione di un concetto di circolarità simbolica, fulcro di interazione del nucleo famigliare e processuale, incastonando le azioni che ruotano intorno alla cucina dalla conservazione, preparazione, consumo fino allo smaltimento e riciclo con le dinamiche emotive che coinvolgono il fruitore.

È intorno ad un albero da frutto che si sviluppa l’intero apparato tecnico della cucina: l’impianto ad isola quadrata costituisce un monoblocco funzionale totalmente indipendente. Il concetto di circolarità si esprime concretamente nelle azioni legate alla liturgia del cibo, l’ufficio tecnico di Aran è stato in grado di ingegnerizzare il monoblocco, consentendo l’inserimento degli elettrodomestici, dei vani di conservazione e dell’impiantistica; il piano di lavoro in Corian ad alto spessore inoltre ospita un meccanismo che libera due pratiche ali della profondità di circa 30cm, in grado di aumentare la superficie di appoggio oltre quella di lavoro, consentendo il consumo del pasto in comodità.

I materiali scelti sono frutto di un’attenta ricerca, la superficie di lavoro in Corian permette di avere un materiale resistente e durevole nel tempo, capace di poter essere ripristinato con una corretta e manutenzione superficiale. Le ante sono rivestite con un’essenza frutto del processo di recupero del legno delle bricole veneziane, aggiungendo al fattore ecologico anche quello poetico ed estetico; è stato inoltre in via sperimentale proposto un compattatore di rifiuti, utile a minimizzare il loro ingombro prima dello smaltimento, ed uno spazio dedicato al compostaggio.

L’albero da frutto, simbolica ombra ed offerta intorno alla quale l’ospite si riunisce, come fosse in un’antica piazza, è dotato di un sistema di irrigazione, alimentabile anche attraverso il composto prodotto dalla cucina, ed è dotato di un’illuminazione led soprapiano, che suggestivamente proietta ombre geometrie e movimenti, rendendo effettivamente l’esperienza della cucina viva e vibrante. Probabilmente la chiave del progetto proprio in quest’aspetto di benessere abitativo, di scambio continuo con la natura, che troviamo questa volta direttamente dentro lo spazio abitativo, centralità dell’elemento d’arredo e dell’interazione con esso e con le persone.

Durante il Supersalone2021 Oasi, già elemento indipendente, è stato coadiuvato, dal Design Team di Ricerca e Sviluppo Aran Cucine, di colonne dotate di capacità contenitiva aumentata che realizzano un sistema contenitivo Extra Storage – passo 13, le colonne in presentazione sono state proposte in finitura laccato bianco opaco, mantenendo quindi la centralità all’isola protagonista dell’ambiente e proponendosi semplicemente come un volume di sfondo alla composizione.

“Quella con Stefano Boeri è senz’altro una collaborazione importante e prestigiosa – ci ha spiegato Renzo Rastelli, Aran World Ceo – con la quale volevamo raccontare la direzione verso la quale stiamo andando, dimostrando nel concreto il nostro impegno in uno dei temi, valori, che più ci stanno a cuore. Oasi rappresenta una lungimirante visione del futuro, un vero e proprio concept non solo abitativo, ma anche sociale e culturale, intriso di quei valori ambientali che Stefano Boeri racconta e porta avanti da anni con grande impegno e concretezza. È una visione comune per noi di Aran Cucine. È importante trasmettere il concetto che iI tema della sostenibilità non riguarda più solo la salvaguardia della natura, impone piuttosto una riflessione generale sulla qualità della vita e non solo per le nuove generazioni. Ripristinare un rapporto sano – e soprattutto reciproco – tra uomo e ambiente, è sì fondamentale per la sopravvivenza del pianeta, ma determina anche dei benefici psicologici che influiscono positivamente sull’esistenza delle persone. Il concetto di ‘benessere abitativo’ è uno dei princìpi ispiratori più importanti per il mondo del design, tanto che al centro di numerosi progetti di Stefano Boeri Architetti c’è proprio il legame tra uomo e natura, binomio nel quale l’architettura interviene come fondamentale strumento di connessione. Noi volevamo raccontare questo, rendendo Oasi simbolo di questo rapporto, quello tra uomo e natura appunto, inserendola nel più importante spazio di ogni contesto domestico perché la casa, e in particolare la cucina, è uno spazio intimo, primo luogo dove imparare a vivere in armonia con sé e con gli altri. È qui che Oasi si fa espressione di un ‘ciclo vitale’, anche simbolo di valori familiari: un albero intorno al quale radunarsi, confrontarsi, crescere, che crescerà e cambierà esso stesso, come una famiglia, fino a trasformare la cucina seguendo il dinamismo delle relazioni intrecciate. Il tutto all’ombra di un albero che assorbe tossine e restituisce ossigeno”. Andrea Iride

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