Ospitalità 14 Mag 2026 13:15

Da Villa Neri alla scoperta dell’Etna, il vino come miglior strumento per vivere le terre del vulcano

LINGUAGLOSSA – Sull’Etna c’è chi arriva, chi resta e chi torna. La famiglia Neri racchiude un po’ tutti questi aspetti perché Vincenzo Barletta, di rientro dagli Stati Uniti dove era emigrato insieme al fratello Salvatore, acquistò delle proprietà sul vulcano investendo quel che aveva guadagnato oltreoceano.

Oggi sono i nipoti Fabio e Salvo Neri a portare avanti quelle tenute nelle quali hanno continuato a investire realizzando una country house, un lussuoso resort e iniziando l’imbottigliamento di quel vino che da oltre un secolo la famiglia produceva. E si affaccia la quarta generazione, con Santo e Sofia che seppur ancora giovanissimi sono già in prima linea a occuparsi della commercializzazione delle quasi 50mila bottiglie prodotte e del marketing.

Villa Neri con l’Etna sullo sfondo

Il Villa Neri Resort & Spa a Linguaglossa (Catania), unico cinque stelle sull’Etna, è una struttura moderna e confortevole, che è però stata disegnata ispirandosi all’architettura tradizionale della zona nella convinzione di Salvo che le linee classiche non tramontano mai.

Aperta da metà marzo a metà novembre, oggi è un viavai di turisti stranieri, soprattutto europei ma anche americani. Ventiquattro camere, tra cui le suite-enoteca con cantina privata, due sale ristorante e un centro benessere immersi in un parco di 30mila metri quadrati di cui 10mila vivibili dagli ospiti.

Una camera con cantina

E se vino e territorio si è oramai capito che vanno a braccetto, soprattutto nei territori che ce l’hanno fatta, il primo non può prescindere dal cibo.

Ecco dunque la possibilità di vivere un’esperienza di fine dining con il ristorante Dodici Fontane – sempre aperto anche a chi non soggiorna, la cui cucina è da oramai quindici anni affidata allo chef Elia Russo che propone piatti della tradizione siciliana interpretati in chiave contemporanea, con la sala nelle mani di Mario Santitto – oppure una più familiare nella country house di Casa Arrigo.

Villa Neri nasce quasi per caso dopo che nel 2000 i due fratelli Neri avevano aperto proprio l’agriturismo: “L’idea iniziale era completamente diversa da quello che oggi vediamo realizzato. Volevamo fare una struttura di supporto all’agriturismo, già considerato tra i più belli al mondo vicino al mare”, racconta Salvo. “Insieme a mio fratello, ingegnere strutturista, ci mettemmo a riflettere sotto ad un albero di albicocche, mangiandole. Lui iniziò a disegnare la struttura. Erano i primi anni Duemila”.

La vista sull’Etna da uno dei lodge di Casa Arrigo

Sotto la direzione di Fabio Cimenti, Villa Neri accoglie un turismo luxury soprattutto straniero: “Solo il 10 per cento dei nostri ospiti è italiano, concentrato nel periodo estivo, agosto in particolare” dice. “Proponiamo esperienze soprattutto legate al vino e all’enogastronomia. Degustazioni della produzione Neri ma sfruttando il nostro ristorante abbiamo la possibilità di offrire anche cooking class, non solo di piatti tradizionali siciliani come cannoli o arancini ma anche ricette tipiche meno note”.

E dal 2018 parte l’avventura nel vino. Almeno per come si sta affermando oggi, considerando che la famiglia ha sempre coltivato ma mai vinificato e imbottigliato.

Nuove acquisizioni hanno permesso di ampliare le proprietà che Fabio e Salvo hanno ereditato e oggi si contano circa 45 ettari di cui 10 coltivati a vigneti con piante anche di oltre un secolo di età e quattro a uliveto con la varietà locale Nocellara dell’Etna. A Contrada Arrigo nei terreni che circondano la country house e il resort sono allevati Carricante, Catarratto e Nerello Mascalese, mentre in contrada Borrigliona Nerello Mascalese coltivato ad alberello.

“Abbiamo grande rispetto per la terra, perché mio nonno, il cavaliere Vincenzo Barletta, ci diceva ‘ricorda che la terra è l’unica che non ti tradirà mai’. Il nostro rispetto deriva da lì e la terra ci ricompensa con dei frutti genuini”, racconta Salvo. “Ci troviamo in un territorio unico al mondo, abbiamo delle peculiarità uniche che conferiscono grande mineralità e acidità ai nostri vini. Il successo è arrivato quando siamo passati da un’ottima viticoltura ad una buona enologia, l’insieme di queste due cose ha fatto venir fuori il cosiddetto fenomeno Etna”.

L’azienda produce oggi 8 diverse etichette, tre rossi, tre bianchi, un rosa e uno spumante metodo classico prodotto per la prima volta nel 2021, Nerello mascalese in purezza vinificato in bianco, 48 mesi sui lieviti.

Suggestive, le esperienze che a partire da Villa Neri si possono fare sul vulcano: a piedi o con dei bus 4×4 che consentono a chiunque di arrivare fin sopra i duemila metri, costeggiando i crateri formatisi con l’ultima grande eruzione, quella del 2002.

“Raggiungiamo prima la parte sommitale, a 2.800 metri, per poi riscendere a quota duemila spiegando quello che l’Etna è e può fare, spiegando il rapporto tra chi vive sotto il vulcano e il vulcano stesso”, racconta Giordano Ferrara, guida turistica dell’Etna.

Il pasticcere che fa conoscere il lato dolce dell’Etna e punta a far diventare Dop la nocciola del vulcano


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