ANGELA ROSSI, LA FARMACISTA-PITTRICE TRA MOSTRE ED ESPOSIZIONI IN GIRO PER IL MONDO


L’AQUILA –  “L’arte fa vivere il qui e ora, il momento presente in tutte le sue sfaccettature, ed è solo quando dipingo che riesco a raggiungere appieno queste sensazioni”.

Parola di Angela Rossi, aquilana, farmacista di professione e pittrice per passione che, solo il mese scorso, ha esposto alcuni dei suoi lavori nella mostra personale, intitolata “Icone del Jazz” e allestita in piazza Duomo, nel capoluogo, in concomitanza dei festeggiamenti per la Perdonanza Celestiniana.

La musica e le emozioni che quest’ultima riesce a evocare sono gli argomenti principali dell’esposizione che è solo l’ultima delle tante che, negli anni, l’hanno portata a girare per l’Italia e per il mondo, con l’intento principale di coltivare la sua grande passione per tavolozza e pennelli.

La storia artistica di Angela inizia in giovane età, quando poco più che adolescente si sposa e va a vivere a Milano.

“Avevo appena 18 anni quando mi sono trasferita al nord – racconta a Virtù Quotidiane – . È lì che mi sono diplomata al liceo scientifico ed è lì che ho conseguito la laurea in Farmacia. Nel frattempo sono nati i miei figli e, mentre iniziavo a lavorare nelle farmacie comunali della città, mi sono pian piano appassionata al mondo della pittura”.

Galeotte furono, a detta della stessa artista, le numerose mostre a cui, ai tempi, ebbe modo di partecipare nel capoluogo lombardo che, se da un lato, le hanno offerto la grande opportunità di conoscere le opere di molti tra i più famosi pittori, dall’altra le hanno anche dato la spinta a portare avanti con impegno e dedizione la sua, allora acerba, formazione espressiva.

“Malgrado la consapevolezza dell’incolmabile distanza con i grandi dell’arte – spiega – , non mi sono mai scoraggiata, soprattutto perché mi rendevo conto che dipingendo riuscivo a colmare quel senso di vuoto che sentivo dentro di me in quel periodo”.

E nonostante gli impegni da mamma e da professionista, è riuscita a portarla avanti nel tempo, anche quando, nel 1983, ha deciso di tornare a casa e di acquistare la farmacia di San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila), di cui è ancora oggi titolare.

“Credo che l’amore per l’arte sia sempre stato parte di me – prosegue –, ma ho cominciato a dipingere con continuità, da autodidatta, solo intorno alla fine degli anni Ottanta. Questo amore è venuto fuori preponderante, in un momento non molto bello della mia vita, in cui dentro di me sentivo delle mancanze che riuscivo a mitigare solo disegnando”.

La stessa mostra “Icone del Jazz” è infatti il frutto delle emozioni scaturite seguito di un concerto, a detta dell’artista “indimenticabile” ma, negli anni, i lavori sono stati incentrati su temi diversi, come i paesaggi montani e la bellezza femminile. Tutti temi imperniati sui suoi interessi e sulle sensazioni riguardo la sua personale visione della vita che, nel corso del tempo, hanno ricevuto largo consenso sia da parte dei critici, sia da coloro che si sono trovati ad ammirare i suoi quadri in giro per lo Stivale.

“Quando, una volta tornata all’Aquila, ho iniziato con le  personali con i miei primi acquarelli – continua –, ho subito incontrato l’interesse di quelle persone che, solo vedendoli, riuscivano a sentire la stessa poesia che percepivo io dipingendo. Una poesia che si è poi si sviluppata progressivamente in tutte le  mie  tele e che mi ha permesso di accostarmi alle più disparate tecniche di pittura”.

Dagli acquerelli, Angela Rossi è infatti ben presto passata all’olio e all’acrilico, alla continua ricerca di un uso del colore che fosse il più possibile congeniale alla sua arte. E nel frattempo ha iniziato a farsi largo tra gli artisti contemporanei, esponendo i suoi lavori un po’ in tutta Italia.

La donna e la sua bellezza uno dei primi temi messi su tela, con una mostra andata in scena prima nel 2001, a Palazzetto dei Nobili, all’Aquila e poi nel 2002, presso la sede Bnl del capoluogo, in occasione di un evento organizzato dalla Fondazione Telethon.

Ma non solo. Tra le più importanti organizzate negli anni, si annoverano anche quelle a Padova, Cormòns, Torre del Greco, Ferrara, Pisa e soprattutto a Perugia, dove nel 2006, in concomitanza con l’”Umbria Jazz”, l’artista è riuscita a portare proprio i suoi quadri a tema musicale.

“Quella al palazzo Priori di Perugia è stata davvero un grande successo – ricorda – . Sono arrivate migliaia di persone, soprattutto giovani e musicofili, da tutto il mondo per seguire i concerti e molti si sono fermati da me e mi hanno lasciato pensieri e recensioni positivi sul libro firme”.

In particolare, quelli raccolti in “Icone del jazz” sono particolari ritratti su lastre di plexiglas, dei più importanti musicisti del secolo scorso: da Billie Holiday a Louis Armstrong, passando anche per Keith Jarrett e Pat Metheney. Singolare anche la composizione dei colori utilizzati dall’artista che, alla continua ricerca della tecnica che fosse più congeniale alla sua arte, si è occupata personalmente di ideare.

E che sia per il tema trattato o per l’indiscusso talento pittorico della pittrice, si tratta in ogni caso di una raccolta fortunata, soprattutto se si tiene conto del fatto che, sempre con la stessa mostra, la Rossi è riuscita a varcare i confini nazionali e addirittura ad approdare oltreoceano.

“Fu proprio nell’ambito dell’’Umbria Jazz’ che un operatore culturale americano notò i miei quadri e mi propose di presentarli a Rochester, stato di New York, in occasione di uno dei più importanti festival jazz  internazionali l’anno successivo – racconta – . Un’altra uscita di rilievo è stata invece quella del maggio 2014, a Rottweil, sempre nell’ambito di un’importante rassegna musicale”.

Senza contare poi le recensioni positive da parte degli esperti del settore e le diverse monografie pubblicate negli anni sui suoi dipinti.

Tra queste, anche 6 aprile 3.30. I borghi dell’Abruzzo aquilano, un viaggio della memoria attraverso gli scorci e gli angoli caratteristici del comprensorio, prima che il terremoto ne modificasse completamente l’aspetto, andata in esposizione nel 2010 a palazzo dell’Emiciclo.

“Con tutti questi lavori, ritengo che la mia capacità espressiva abbia raggiunto un traguardo notevole – conclude Angela Rossi – . Senza falsa modestia, credo infatti di essere riuscita negli anni a dar voce appieno alle mie emozioni e, ad oggi, si tratta davvero di un bel traguardo. Un traguardo principalmente personale, perché a mio avviso, sperimentare una qualunque forma artistica, significa innanzitutto dar voce alle proprie emozioni e farne tesoro per riuscire a vivere bene con se stessi e non sentirsi mai soli. E da questo punto di vista, anche le mostre o i lavori su commissione diventano un aspetto secondario dell’attività di pittore”.