Personaggi 07 Set 2022 12:30

SARA EL DEBUCH AL GAROFANO ROSSO FILM FESTIVAL: RIFLETTERE ATTRAVERSO IL CINEMA

SARA EL DEBUCH

MASSA D’ALBE – Il sorriso spontaneo dell’attrice italo-siriana Sara El Debuch apre il Garofano Rosso Film Festival, a Forme di Massa d’Albe (L’Aquila). La sua storia parla di bellezza d’animo e d’intenti.

Nata a Damasco e residente in Italia, a Roma, Sara interrompe un matrimonio contratto a 18 anni per seguire la carriera sul grande schermo: “Quando guardavo un film, sin da piccola, la mia mente era appagata, volevo fare l’attrice, far sognare le persone e – perché no? – sognare anche io, ogni volta, attraverso le vite degli altri”. Il suo esordio avviene a soli 17 anni nel film di Alessio Cremonini, Border, che la proietta definitivamente nel mondo della recitazione: dai salotti in cui Sara raccontava la sua esperienza come opinionista, ai cinema di tutto il mondo.

L’esordio internazionale avviene poi a 24 anni con il film Flash Drive di Dervis Zaim: Sara recita nel ruolo di Leyla e ottiene una candidatura all’International Antalya Film Festival.

“Il sogno di quando ero una bambina era vincere un Oscar con il velo” dice, “ma oggi non lo porto più, l’ho tolto. Non è una questione di emancipazione o di ribellione, si tratta di rispetto per la mia religione e per me stessa. Indossare il velo implica comportamenti che non rispecchiano più la mia vita attuale, l’ho fatto per coerenza. E per me oggi fare cinema non è solo sognare e far sognare, ma anche e soprattutto riflettere e far riflettere”.

Sara ha le idee chiare e gli occhi, bellissimi, pieni di dolcezza: un mix vincente che la porta ad avere un successo più che meritato. “Lavoro paradossalmente più all’estero che in Italia, perché qui il cinema richiede figure più nette: io sono troppo bianca per fare l’araba e troppo orientale per fare l’italiana”, ride Sara, “all’estero me la cavo meglio, ho da poco terminato il film hollywoodiano The Strangers’ Case, di Brandt Andersen, come protagonista a fianco ad Omar Sy ed è stato forse uno dei ruoli più belli e difficili da interpretare, forse anche per la situazione che vive il mondo oggi, distrutto dalle guerre”.

Laureata in Scienze Politiche, Sara si porta dentro questo suo essere divisa tra due territori: “Forse il posto che in assoluto sento più mio sono i Fori Imperiali, a Roma, innanzitutto perché Roma è il luogo in cui ho scelto di stare e quindi la sento come la mia città, ma ai Fori sento che si uniscono Italia e Siria. La Siria era provincia romana e Apollodoro di Damasco curò la costruzione del Foro di Traiano. Quando cammino qui, una sensazione bellissima mi pervade, non la so nemmeno spiegare. È il mio posto nel mondo”.

Sara parla l’italiano e l’arabo, ma conosce bene anche l’inglese e il francese. È convinta che le lingue aprano ogni porta e oggi sta imparando qualcosina dell’ebraico, c’è un nuovo film in programma: “Sono così felice di aver realizzato il mio sogno” sorride, mentre percorre il tappeto rosso che porta alla piazza in cui avverranno le proiezioni del Garofano Rosso Film Festival.

“Ringrazio infinitamente Paolo Santamaria per avermi invitata qui, lui è un grande professionista e una bella persona e questo festival è un luogo di incontro delle culture e delle arti, in cui si affrontano tematiche della diversità e dell’inclusività. Lo dico col cuore, per me è un onore esserci. Sono felice che esistano manifestazioni del genere che fanno riflettere attraverso la bellezza del cinema e delle arti in generale”.

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Sara El Debuch


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