“NEI PEGGIORI BAR DELL’AQUILA”: ARROSTICINI E MUSICA, AL BATTISTELLI UNA PAROLA È POCA E DUE SONO TROPPE

L’AQUILA – “I sogni… quelli belli… bellissimi, sembrava essere tornato tutto come prima… poi ti svegli e pensi… me sa che è meglio che me rembriaco pure massera”.

Marco ha poche parole ma efficaci. Anzi, dietro la consolle del bar Battistelli, dove Virtù Quotidiane prosegue il viaggio nelle serate karaoke dell’Aquila iniziato alla Tana del luppolo, una parola è poca e due sono troppe.

Il suo impianto è sistemato proprio a ridosso dell’ingresso principale.

Entrando è la prima persona con cui interagisci. Non ti serve dire neanche buonasera.

Basta un titolo e un autore. Magari, se la canzone che vuoi cantare è in inglese, ti trovi a digitare le parole chiave sul file di testo sempre aperto che lui, Marco Tatò Moretti, usa per definire la scaletta della serata.

Del resto, al tempo di Youtube, di basi per il karaoke ne trovi un’infinità e chi sta alla consolle non è certo tenuto a conoscere le ghost track dei Nirvana.

Insomma, il buon Marco è alle porte del locale e la sua consolle è la prima cosa che noti il giovedì. Impressione sul piano visivo e auditivo.

Perché l’olfatto è già catturato dagli aromi tipici delle pecore abruzzesi, la cui proposta sulla tavola è frutto  di una piccola joint venture. Ecco, l’abbinamento tipico prevede una cena a base di birra e “rustelle” e poi subito a cantare.

Il repertorio è ben assortito, dalle hit di Rino Gaetano, col gruppo di ventenni che fatica a centrare la tonalità, a Rita Pavone, Loredana Bertè, a volte anche Renato Zero.

Poi, magari arriva una hit di Roberto Vecchioni a ridare speranza all’umanità e da lì si va in progressione verso i Green Day – Basket case è gettonatissima – e i Radiohead, passando per Save Tonight di Eagle-Eye Cherry  che piace tanto al barista.

Non mancano canzoni semisconosciute dei meravigliosi anni Cinquanta, che sono però appannaggio di gruppi un po’ più stagionati.

Anche il parterre è ben assortito: si va dalla studentessa universitaria super-incasinata specie a ridosso delle sessioni d’esame, al nullafacente pieno di orecchini e tatuaggi che va in giro dicendo di essere in grado di nuotare 800 metri in due minuti, “tanto basta un po’ di doping e vai di bracciate che neanche Paltrinieri”.

Un karaoke anche per trentenni, quarantenni, cinquantenni, sessantenni.

Si tira tardi, anche perché quando ti prenoti per una canzone c’è da aspettare un giro piuttosto lungo.

Spettacolo nello spettacolo, le canzoni da ballare tra una performance e l’altra. Ecco che parte una bachata, un despacito, una salsa. Must di ogni serata, il ballo dell’aviatore. Provare per credere.

(n.b. il record mondiale sugli 800 stile in vasca lunga è 7’32″12)

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