CLAUDIO BATTILORO, DA L’AQUILA A BARCELLONA IN USCITA CON IL NUOVO ALBUM DA SOLISTA “SGUARDI”
BARCELLONA – È con le jam session “underground” organizzate in un basso insonorizzato di Plaza del Sol, nel quartiere Barrio de Gràcia di Barcellona, che Claudio Battiloro, aquilano, cantante e chitarrista, cresciuto a pane e percussioni con un’innata e ardente passione per la musica cantautoriale, entra nel giro dei musicisti catalani.
Griglie di accordi improvvisati e performance musicali di altissimo livello diventano un appuntamento fisso del venerdì sera nel piccolo studio di registrazione allestito quando Claudio, dieci anni fa, dall’Aquila si trasferisce nella cosmopolita capitale della Catalogna con tanti sogni nel cassetto.
Comincia così il cammino verso un grande progetto professionale, quello di fare musica e fondare un gruppo, comporre, suonare, cantare, incidere un album, come quello in uscita tra meno di un mese, Sguardi, il primo lavoro da solista, un disco completo di dieci brani, dopo un Ep di cinque tracce, Polvere e Zanzare, che Claudio scrive e incide con la collaborazione di “musicisti straordinari” come Federico Rimini e Davide Napolitano.
Sono le corde della musica italiana d’autore che portano Claudio a fondare presto il suo Cantagiro, il nome del gruppo, con i musicisti catalani Pasto Marti Haznar e Hector Martin, ispirato alla famosa carovana canora itinerante italiana.
L’intenzione della band è proprio quella di ripercorrere la musica italiana degli anni Sessanta e Settanta, da Adriano Celentano e Lucio Battisti a Fred Bongusto e Gino Paoli.
E sarà proprio quella musica che Claudio sente nelle vene a lanciare definitivamente l’artista al grande pubblico della Catalogna. Un pubblico che apprezza molto la canzone cantautoriale italiana di quegli anni, che per la popolazione iberica coincidono con la fine del franchismo, la dittatura militare di Francisco Franco morto proprio nel 1975.
Così dopo diverse collaborazioni ed esperienze artistiche sia in Italia che all’estero, l’eclettico musicista decide di iniziare un progetto tutto suo. Claudio, nel 2015, lancia il suo primo disco Ep Polvere e Zanzare con cinque brani e una rivisitazione di Amore Fermati di Fred Bongusto.
“Alla soglia dei quarant’anni ho sentito il bisogno di scrivere delle cose mie”, racconta a Virtù Quotidiane Claudio, classe 1976. La canzone Polvere e Zanzare dell’omonimo Ep è il ricordo di uno scultore aquilano, Francesco Sfarra, venuto a mancare qualche anno fa, proprietario di un laboratorio di restauro a Roio, paese di origine del cantante, un bohémien molto conosciuto a L’Aquila, grande oratore, vicino agli studenti dell’Accademia di Belle Arti che Claudio frequentava, “il suo laboratorio – ricorda – era un luogo affascinante, pieno di opere, stimoli e anche polvere e zanzare, appunto”.
Con Polvere e Zanzare Claudio diventa popolare e attira l’attenzione di diverse radio indipendenti spagnole, partecipa a concerti e rassegne musicali, live acustici, i suoi brani si possono ascoltare su Spotify e YouTube, sulla pagina Facebook del cantautore e si trovano in vendita anche su iTunes e sulle piattaforme di musica più note.
“Barcellona, in dieci anni, mi ha dato tanto, amicizie straordinarie, la voglia e la motivazione giuste per continuare con la musica, occasioni, incontri importanti”, racconta emozionato ricordando quando, qualche mese fa, in occasione di un evento musicale in omaggio a Fausto Mesolella, il chitarrista degli Avion Travel recentemente scomparso, ha conosciuto il direttore del prestigioso Premio Tenco di Sanremo: “Mi ha stimolato ad incidere un disco, una motivazione in più per andare avanti e magari partecipare in futuro all’ambita rassegna musicale”.
Manca meno di un mese, la data è ancora da definire, all’uscita di Sguardi, “una parola che mi piace molto e che ricorre spesso nelle mie canzoni, ricca di significati, verso il mondo, l’amore, le persone”.
Claudio, chitarra in braccio e cappello in testa, guarda avanti con ambizione e del futuro canta “è un mostro, uccidilo con l’ironia, ma che bella compagnia, non voglio più andar via…”.
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