PSR: ORA È SCONTRO TRA ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA SU PRIVILEGI A GRANDI AZIENDE
L’AQUILA – È scontro tra associazioni di categoria sulle scelte che la Regione Abruzzo ha compiuto per il Piano di sviluppo rurale, con Confagricoltura che accusa Coldiretti di aver imposto la sua linea, che secondo alcuni privilegia le grandi imprese, a scapito delle piccole aziende che rappresentano la maggioranza del tessuto produttivo.
“Noi non abbiamo condiviso nulla del Psr perché sta solo facendo e farà grandi danni all’agricoltura abruzzese, siamo stati molto critici su come è stato impostato, soprattutto sulle allocazioni finanziarie delle misure”, dice Stefano Fabrizi, direttore regionale di Confagricoltura, che ricorda come “il primo problema che ci si dovrebbe porre è quello della dotazione finanziaria, visto che la misura precedente allocava qualcosa come 100 milioni di euro, quella attuale la metà”, dice a proposito della 4.1 di sostegno agli investimenti.
“La nostra – spiega a Virtù Quotidiane – è l’unica organizzazione che non ha votato favorevolmente ed è molto critica nei confronti del Psr. D’altra parte fino ad oggi non è stato speso un centesimo del Psr, anche il 5 per cento scarso di fondi erogati non è frutto dell’azione di questo governo, perché sono misure di trascinamento del Psr precedente. Una dimostrazione è quella della misura a favore dei giovani agricoltori, per la quale le domande sono scadute il primo luglio dell’anno scorso e ad oggi ancora non vengono fatte le graduatorie, quindi è un disastro totale”.
Ma nonostante l’assessore all’Agricoltura Dino Pepe, nei giorni scorsi abbia spiegato a questo giornale come la contestata decisione di dividere i primi 24 milioni di euro della misura 4.1 al 50 per cento tra grandi e piccole imprese, fosse stata assunta di concerto con tutte le associazioni di categoria, per Confagricoltura è la sola Coldiretti ad avere voce nei confronti della Regione.
“D’altra parte il presidente Luciano D’Alfonso ha detto che la sua unica organizzazione di riferimento è la Coldiretti. È una scelta politica – spiega Fabrizi – Noi cerchiamo di portare avanti gli interessi di tutte le aziende, grandi e piccole, senza discriminazioni”.
E il rischio che ad accaparrarsi il grosso delle risorse sia un manipolo di grandi imprese, lo ha denunciato anche il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo. Mentre non ha voluto rilasciare dichiarazioni il presidente di Coldiretti Domenico Pasetti, pure interpellato da Virtù Quotidiane.
“È tardi per fare ragionamenti sui bandi – dice il presidente di Confagricoltura, Concezio Gasbarro – Andavano fatti all’inizio della programmazione quando si sono orientate le scelte, e non mi sembra che la Coldiretti abbia in qualche maniera sostenuto tesi contrarie a quelle che vorrebbe sostenere oggi. L’unica organizzazione che non aveva dato l’ok complessivo al Psr siamo stati noi di Confagricoltura – ricorda – Proprio perché non c’era un’analisi approfondita dei fabbisogni dell’agricoltura abruzzese. Sono state fatte scelte più dettate dall’urgenza di recuperare i tempi che dalle necessità effettive, obiettivo neanche raggiunto perché poi l’inefficienza della struttura dell’Assessorato che è stata smobilitata non è in grado di reggere il rapporto con le istanze delle aziende. Perché se ti arrivano mille domande e tu hai una struttura che non è in grado di valutarle, è evidente che ti cade tutto il castello”.
“Dai dati della Rete rurale nazionale siamo gli ultimi in Italia rispetto alla spesa”, ricorda Gasbarri, che a proposito della misura 4.1, spiega come “va letta con una chiave di lettura del tutto particolare che non può essere quella della singola azienda, perché bisognerebbe avere un approccio in forma aggregata, e cioè pensare ad un’innovazione che non riguardi il singolo ma più aziende che insieme cercano di seguire un percorso innovativo”.
“È chiaro che un percorso di innovazione così complesso prevede anche un impegno di capitali aziendali piuttosto sostenuto, e la piccola azienda potrebbe avere difficoltà, da sola, a sostenere un impegno finanziario del genere – ammette Gasbarri – Con una forma di aggregazione piuttosto complessa i discorsi potrebbero essere diversi”.
Per il presidente di Confagricoltura, però, “siccome c’è la possibilità di modificarlo, bisogna avere il coraggio di modificarlo e dare quelle risposte che questo Psr oggi non darà. La spesa non è stata fatta, quindi è facile intuire che qualche problema c’è”.
Per il direttore Fabrizi, tuttavia, è “una polemica che lascia il tempo che trova” quella di chi contesta il fatto che il bando della misura 4.1 favorisca le grandi aziende a scapito delle piccole, visto che “si prevede il travaso delle risorse, quindi chi più spende può attingere risorse a chi spende meno”, e in ogni caso si sarebbe dovuto agire all’inizio della nuova programmazione, negli anni scorsi, “sollecitando la Coldiretti a fare in modo che ci fossero maggiori risorse per tutti”. (m.sig.)
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