Terre Sicane al Vinitaly: il racconto di un territorio che fa rete
VERONA – Al Vinitaly, tra i padiglioni più frequentati, c’è stato spazio anche per un angolo di Sicilia ancora poco raccontato ma ricco di identità: quello delle Terre Sicane. Qui si è svolta una masterclass che ha acceso i riflettori su un territorio che prova a fare sistema e a proporsi unito sui mercati nazionali e internazionali.
L’iniziativa si inserisce nel progetto Terre Sicane Experience, promosso dal Comune di Contessa Entellina (Palermo) con la partnership del Comune di Sambuca di Sicilia (Agrigento). Un percorso di valorizzazione turistica che ha portato a Verona un gruppo di cantine, riunite in un’Ats, capaci di presentarsi come un’unica voce per raccontare il territorio.
Non solo degustazione, ma narrazione: colline tra i 300 e i 500 metri, suoli calcarei, argillosi e marnosi, vento costante ed escursioni termiche importanti. Elementi che si ritrovano nei calici, tra freschezza, sapidità e una riconoscibilità sempre più definita.
A guidare il percorso sono stati i vini e le storie dei produttori. Dalla nuova generazione dell’azienda di Davide Alfano, con il Le Grottanze 2024, vinificato in acciaio e capace di restituire con immediatezza il carattere minerale del territorio, fino al Grillo “Evoluzione 92” di Domina Miccina, espressione biologica intensa e coerente, tra note mediterranee e lunga persistenza.
E ancora Murgia Lamanno con Liolà Catarratto in purezza, un bianco giocato su freschezza e precisione, Leonarda Tardi a Salaparuta con Cunta Cunti Zibbibbo, caratterizzato da un naso intenso di albicocca fresca, note di erbe aromatiche e acacia e da un sorso sapido e lungo, e Baglio Carrubba, che con il Nero d’Avola propone una lettura giovane ma già strutturata del vitigno simbolo dell’isola. In chiusura Il Nero d’Avola 2022 Bledora della cantina Giallo, con profumi di ciliegia e mirtilli uniti a spezie e note balsamiche e un sorso caratterizzato ancora da freschezza e da una netta corrispondenza tra gusto e olfatto.
A emergere, più dei singoli assaggi, è stata la visione condivisa: aziende diverse, nuove generazioni, conduzioni familiari, unite dalla volontà di costruire un racconto collettivo. Un passaggio non scontato, che segna una maturità nuova per l’area.
Le Terre Sicane si presentano così come una destinazione in divenire, dove il vino diventa chiave di accesso a paesaggio, cultura e tradizioni. E la presenza compatta al Vinitaly è il segnale più chiaro di questa direzione: fare rete per esistere, e raccontarsi per essere riconosciuti.
“Questa iniziativa dimostra che anche un piccolo comune può investire in una grande operazione di marketing territoriale – afferma il sindaco di Contessa Entellina, Leonardo Spera – . Abbiamo scelto di superare logiche di campanile, puntando sulla forza del territorio nel suo insieme e sulla costruzione di un percorso di enoturismo coordinato, capace di valorizzare un patrimonio straordinario fatto di agricoltura, paesaggio e identità. Vogliamo contribuire a costruire un sistema territoriale più forte e riconoscibile, capace di competere e dialogare con i mercati, mettendo in rete le eccellenze locali e rafforzando l’attrattività complessiva delle Terre Sicane”.
Il commissario del comune di Sambuca di Sicilia, Raimondo Liotta, evidenzia come “il comparto vitivinicolo rappresenta una componente fondamentale dell’economia e dell’identità del territorio. L’obiettivo è rafforzare la collaborazione tra istituzioni e imprese, riconoscendo nel vino una leva strategica di promozione territoriale e sviluppo. Sostenere il comparto vitivinicolo significa investire concretamente nel futuro di Sambuca di Sicilia, promuovendo un modello di crescita fondato sulla qualità, sulla sostenibilità e sulla capacità di fare sistema”.
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