Cantine e vini Vinitaly 2026 03 Apr 2026 17:28

Il primo Metodo classico di San Lorenzo Vini è un Blanc de Noirs tutto abruzzese

Vinitaly San Lorenzo

VERONA – Ha scelto il vitigno re dell’Abruzzo per fare il suo debutto nell’elegante mondo del Metodo classico, San Lorenzo, la cantina fondata il 10 agosto 1940, da Giuseppe D’Amico, partendo da terreni di proprietà di famiglia sin dal 1890, e oggi condotta dai fratelli Gianluca e Fabrizio Galasso, quarta generazione di produttori, insieme allo zio materno Gianfranco Barbone.

La cantina sulle colline di Castilenti (Teramo) presenterà per la prima volta il suo spumante, al Vinitaly, in programma a Verona dal 12 al 15 aprile prossimi, in uno stand nuovo e ampio. L’esperienza nelle bolle dell’azienda è ben rodata nel Metodo charmat con vini entrati in gamma ormai quasi una decina di anni fa.

Ora la sfida è stata quella di puntare sul Metodo classico. “Una edizione a tiratura limitatissima”, spiega il produttore Gianluca Galasso (nella foto in una vecchia edizione del Vinitaly), reduce da una missione commerciale tra Cina e Vietnam. “È un progetto ambizioso, fatto dopo varie prove su diversi vitigni. Abbiamo scelto il Montepulciano d’Abruzzo vinificato in bianco. Le uve sono di una vigna giovane, con raccolta particolarmente precoce. Ne è venuto fuori un vino spumante di qualità che fa 24 mesi sui lieviti”. Per il momento le bottiglie sono poche, ma nella mente dei produttori c’è l’idea di proporre anche una variante rosé, neanche a dirlo sempre a base Montepulciano.

Il Metodo classico non sarà l’unica novità di San Lorenzo alla fiera internazionale di Verona, che sarà anche la vetrina per mostrare il restyling di tre vini.

Se prima il Montepulciano d’Abruzzo Docg Antàres era un battitore libero nella gamma di San Lorenzo, oggi finisce dentro la nuova linea Cru San Lorenzo, che comprende anche il Pecorino e la Passerina.

“Abbiamo fatto un importante lavoro di restyling e di riposizionamento delle bottiglie, puntando su un’immagine molto più moderna, ma senza abbandonare la tradizione”, sottolinea Galasso. “Siamo partiti da un percorso di restyling iniziato dal logo aziendale e che è seguito poi con il lavoro sulle nuove etichette e di razionalizzazione dei prodotti. Il passaggio lo scorso anno del Pecorino alla menzione Superiore ci ha dato il la per riposizionare quel vino nel mercato e in termini di immagine”.

L’ultima chicca di scena al Vinitaly sarà anche la possibilità di degustare annate vecchie, 2017, 2015 e 2010 del Pecorino, proposte ai buyer, “per mostrare la qualità del prodotto, la capacità di invecchiamento, la preziosità e il percorso fatto negli anni”, anticipa Galasso.

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