IL MORBO DEL CERVO PAZZO CHE PREOCCUPA NEGLI STATI UNITI


ATRI – Tutto è partito da una giornata trascorsa all’Istituto Agrario di Atri (Teramo), dove nel febbraio scorso Virtù Quotidiane è stato invitato a raccontare ai giovani studenti il proprio lavoro, quello svolto ogni giorno raccontando il bello e il buono dell’Abruzzo, e quanto sia importante trasmettere messaggi positivi.

Dalla futura classe imprenditoriale agricola è stato possibile ascoltare storie e aneddoti di vita vissuta che offrono grandi speranze per il futuro della regione.

Gli studenti sono rimasti particolarmente attratti dall’attività giornalistica e, su impulso degli insegnanti, a partire dalla dirigente scolastica Daniela Magno e dai professori Alessandra Nuvolone, Emiliano Saverioni, Dina Narcisi e Paola D’Andreagiovanni, hanno realizzato una serie di articoli che attraversano in lungo e in largo l’Abruzzo più autentico.

Virtù Quotidiane li pubblica tutti. Oggi è la volta di quello dedicato all’allarme che dilaga negli Stati Uniti relativo all’epidemia che ha contagiato i cervi.

CERVI ZOMBIE “MORBO”

Questa nuova epidemia viene chiamata “la malattia dei cervi zombie”. Al momento incurabile, è comparsa nel midwest e ha contagiato molto velocemente cervi, alci e renne in 24 Stati degli Usa. Oltre ai molteplici danni che provoca nella fauna, c’è anche un potenziale rischio per la razza umana: attraverso il consumo di carne contagiata, il rischio di contagio tramite carne infetta è molto alto poiché l’animale non presenta subito i sintomi del morbo, ma solo dopo qualche giorno la malattia infetta il contagiato procurando a quest’ultimo parziale incapacità motoria, perdita di peso, perdita di lucidità, inappetenza, aumento dell’agressività verso l’uomo o altre specie animali, ipersalivazione.

Alla fine, incapaci di alimentarsi entrano in uno stato vegetativo per poi morire di fame o disidratati. Il nome scientifico di questa malattia è “malattia del deperimento cronico” o Cwd, nota anche come malattia del cervo zombie o morbo del cervo pazzo.

La malattia è causata da un prione “impazzito” che pian piano distrugge tutti i neuroni dell’ospite cambiando dapprima il loro comportamento.

Il prione è una proteina alterata che deriva da proteine normali prodotte dalle cellule, responsabile di gravissime malattie neurodegenerative dall’esito spesso mortale. I prioni sono l’unico caso di agente patogeno infettivo privo di materiale genetico.

Questa malattia era già stata individuata nel 1964 in un cervo contagiato, “il paziente zero” ospitato in una struttura di ricerca del Colorado, ma il vero e proprio studio del morbo è iniziato nel 2009 ed è tuttora in corso.

Sono stati effettuati molteplici esperimenti su un gruppo di 18 macachi, cercando di esaminare più alternative di contagio possibili, tramite endovena o direttamente nel cervello, piuttosto che a contatto con la pelle e tramite alimentazione di carne infetta, ma soltanto 3 macachi su 5 alimentati da carne contagiata hanno effettivamente sviluppato i sintomi del morbo.

Bisogna quindi non sottovalutare la malattia, perché anche in questo caso il prione potrebbe replicarsi nell’organismo umano dato che il macaco è un primario, quindi molto più vicino evolutivamente alla nostra specie di quanto non siano renne, cervi o alci.

In Canada il governo ha diffuso un allarme verso i cittadini vietando scrupolosamente il consumo di carne di cervo o di suoi derivati, e stabilendo controlli scrupolosi sull’animale abbattuto prima del consumo. E se il contagio dovesse diffondersi nel resto del continente… spezzatino e polenta di cervo potrebbero trasformarsi in un lontano ricordo. Nicholas Santullo e Francesco Norscia II P/Q