LE NUOVE COLTURE OGM


ATRI – Tutto è partito da una giornata trascorsa all’Istituto Agrario di Atri (Teramo), dove nel febbraio scorso Virtù Quotidiane è stato invitato a raccontare ai giovani studenti il proprio lavoro, quello svolto ogni giorno raccontando il bello e il buono dell’Abruzzo, e quanto sia importante trasmettere messaggi positivi.

Dalla futura classe imprenditoriale agricola è stato possibile ascoltare storie e aneddoti di vita vissuta che offrono grandi speranze per il futuro della regione.

Gli studenti sono rimasti particolarmente attratti dall’attività giornalistica e, su impulso degli insegnanti, a partire dalla dirigente scolastica Daniela Magno e dai professori Alessandra Nuvolone, Emiliano Saverioni, Dina Narcisi e Paola D’Andreagiovanni, hanno realizzato una serie di articoli che attraversano in lungo e in largo l’Abruzzo più autentico.

Virtù Quotidiane li pubblica tutti. Oggi è la volta di quello dedicato alle nuove colture Ogm.

LE NUOVE COLTURE OGM

Il pianeta in cui viviamo, chiamato Terra, è formato dal 71% di oceani e dal solo 21% di terre emerse dove noi 7,69 miliardi di umani viviamo e consumiamo miliardi di tonnellate di cibo al giorno, ciò ha portato a cambiare gli scopi dei grandi coltivatori, tanto che oggi come oggi si creano piante modificandole geneticamente per aumentarne la resa e resistenza alla resa.

Queste piante geneticamente modificate vengono chiamate Ogm. Ma a quanto pare questi Ogm, acronimo che sta per organismi geneticamente modificati, secondo l’Unione europea sono innocui. Un esempio smagliante di Ogm è il mais, una coltura americana che è stata modificata e perfezionata, facendone una pianta più resistente e produttiva, molti sostengono che non è nociva alla salute umana e che se un mais non Ogm produce un frutto meno grande e meno ricco di uno Ogm è per la semplice aggiunta di una proteina in più nel seme Ogm.

C’è invece allo stesso tempo gente che sostiene che gli Ogm siano trattati con agenti nocivi per la nostra salute.

Se è vero che questi Ogm sono innocui, perché allora in Italia non sono ammesse colture Ogm?

Nel 2014 un coltivatore italiano di nome Giorgio Fidenato coltivò la prima coltura Ogm impiantata in Italia e venne perseguito penalmente secondo un decreto del 2013. Ma il decreto venne subito contestato dall’Unione europea la quale sostenne e sostiene tuttora che non ci sono prove che attestino la nocività degli Ogm, quindi è impossibile vietarli.

Se non ci sono prove della loro nocività perché l’Italia non vuole la loro immissione? Semplice: l’Italia è uno tra i Paesi con le colture più varie in tutto il mondo.

Ora voi immaginate se vi fosse una specie Ogm (quindi più resistente e più produttiva) per ogni coltura in Italia quindi un Ogm per ulivi, viti , meli ecc…. Cosa succederebbe? Mettetevi nei panni di un imprenditore di un’azienda agricola che potrebbe risparmiare producendo molta più materia da vendere, voi cosa fareste?

Ovvio comprereste dei semi Ogm. E se tutti gli imprenditori facessero nel seguente modo, le centinaia di specie di colture che fine farebbero? Alessio Di Domenico III Q