A CAPESTRANO L’IDEA DI UN SALOTTO EN PLEIN AIR NELLA PIAZZA CENTRALE PER IL POST COVID


CAPESTRANO – È dai momenti di maggiore difficoltà che si vedono le persone creative che non cedono allo sconforto bensì si rimboccano le maniche e si danno da fare per trovare soluzioni alternative per far fronte alla crisi che tutti stiamo vivendo.

Così, due imprenditrici del borgo medievale di Capestrano, a 40 chilometri circa di distanza dal capoluogo abruzzese, Maria Giovanna Migliorati e Simonetta Caruso, hanno l’idea di chiedere nei prossimi giorni, all’amministrazione locale, di far diventare la famosa Piazza del Mercato, che apre la vista sul noto Castello della famiglia Piccolomini, un “salotto all’aperto”, in cui sarà possibile bere, mangiare, fare aggregazione con le dovute distanze e precauzioni dettate dal governo, per la sicurezza di tutti.

Ma cosa significa? Il distanziamento sociale comporterà il dimezzamento dei posti a sedere all’interno dei locali, dei bar e dei ristoranti, senza contare il sostanziale decremento di fatturato che si stima, possa arrivare fino al 70%.

Hanno pensato dunque, con il sostegno di tutti i commercianti e operatori colpiti, che stanno contattando in questi giorni, di unirsi in un abbraccio solidale e proporre all’amministrazione comunale la creazione di una grande isola pedonale nella piazza principale – eliminando completamente, e per tutto il periodo dell’emergenza, i parcheggi presenti – in modo da aumentare, per ciascuna attività, i posti a sedere esterni.

La “Piazza” , diventerebbe così, un vero e proprio “salotto en plein air” che possa attirare avventori e visitatori dai villaggi limitrofi e da tutto il resto della regione e, si spera presto, dall’Italia intera, volendo essere ottimisti.

Chiedono anche la sospensione delle tasse comunali per il 2020 e per l’anno a venire, perché l’amministrazione possa dare un riscontro più concreto e un sostegno più significativi alle imprese locali, di fatto colpite in pieno dalla crisi che ha comportato e che comporterà ancora questa pandemia.

Le due imprenditrici inoltre, sollecitano gli amministratori regionali perché questa idea sia ripetibile in tutti i borghi abruzzesi e nelle città più grandi, tenendo a sottolineare che, una richiesta di questo tipo, cela anche l’intento di far diventare sempre più “verdi e sostenibili” i luoghi in cui viviamo.

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