A ORTONA PRESENTATO IL DRONE SOTTOMARINO CHE STUDIA LA SALUTE DEL MAR ADRIATICO


ORTONA – Si chiama Blucy ed è il drone sottomarino che studia la salute del mare Adriatico. È stato presentato ieri mattina a Ortona (Chieti), dopo aver monitorato per cinque giorni i fondali della costa dei Trabocchi.

Il popolamento biologico che colonizza le scogliere del Porto di Ortona, osservato dal drone in missione scientifica da lunedì scorso nell’ambito del progetto di cooperazione europea Italia-Croazia Sushi Drop (SUstainable fiSHeries wIth DROnes data Processing), è composto da coralli, spugne, briozoi, ricci di mare e diverse specie ittiche.

In seguito alla missione dimostrativa in barca alla quale hanno partecipato giornalisti e addetti ai lavori,  è stato presentato il report del monitoraggio che porterà all’attuazione di piani di gestione per la tutela e la conservazione della biodiversità del mar Adriatico.

All’incontro hanno preso parte Luca De Marchi, docente di Ingegneria dell’Energia Elettrica e dell’Informazione e coordinatore di Sushi Drop, il presidente del Flag Costa dei Trabocchi Franco Ricci, il project manager Sushi Drop Valerio Cavallucci – nonché direttore del Flag -, il sindaco di Ortona Leo Castiglione, il team di ricercatori dell’Università di Bologna impegnati nella missione in Abruzzo e lo staff abruzzese coinvolto nel progetto.

L’iniziativa, coordinata dall’Università di Bologna, conta tra i partner, oltre al Flag Costa dei Trabocchi, realtà abruzzese che supporta l’azione di attori pubblici e privati del settore della pesca secondo un modello di gestione ispirato a criteri europei, la Regione Marche, l’Institute of Oceanography and Fisheries (IOF), l’Association For Nature, Environment And Sustainable Development (Sunce) e la Contea di Split e Dalmazia (Sdc), tutti con sede a Spalato, ed è finanziato dalla Commissione Europea con oltre 1,7 milioni di euro nell’ambito del Programma Interreg Italia-Croazia.

Nuotando tra correnti e fondali, l’innovativo dispositivo ha scattato fotografie, realizzato filmati ad alta risoluzione e raccolto delle prime importanti informazioni sulle caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche del mare.

Inoltre, il drone Blucy presto potrà navigare in autonomia e raggiungere oltre 200 metri di profondità e, sfruttando la tecnica dei sonar multibeam – sistema di propagazione delle onde acustiche in acqua – a conclusione del progetto (31 dicembre 2021), potrà monitorare gli ecosistemi marini, individuare distanze, profondità e morfologia degli ambienti, nonché la presenza, i ritmi e gli stili di vita delle specie marine.

“Allo stato attuale dopo i primi giorni di missione scientifica il drone subacqueo si è dimostrato uno strumento affidabile – hanno spiegato i ricercatori dell’Università di Bologna – . Le operazioni di immersione di Blucy sono state attuate come da cronoprogramma e sono stati risolti i problemi di posizionamento riscontrati durante la prima missione di test a Spalato, a maggio scorso. Il sistema è affidabile dal punto vista della manovrabilità ed è stato possibile acquisire dati interessanti, nonostante, in alcuni punti, la colonna d’acqua abbia presentato criticità legate ad un aumento di torbidità a causa di correnti che, muovendo i sedimenti, hanno reso più complesse le operazioni di rilievo”.

In barca, a seguire le operazioni Luca De Marchi, coordinatore del progetto, un team di tre ingegneri Massimiliano Menghini, Alessandro Lambertini, Emanuele Mandanici e un biologo dell’Università Jacopo Cimini, tutti studiosi dell’ateneo di Bologna. Con loro il presidente del Flag Costa dei Trabocchi Franco Ricci e lo staff abruzzese impegnato nel progetto Interreg Italia-Croazia con il biologo marino Dario D’Onofrio.

“Il Flag Costa dei Trabocchi è onorato di far parte di questo team di ricerca italo-croato – hanno detto il presidente Ricci e il project manager Sushi Drop Valerio Cavallucci – . L’idea nasce a Fano, nelle Marche, nel laboratorio di Pesca e Biologia marina dell’Università di Bologna. Qui per anni il professor Corrado Piccinetti si è occupato di studiare il rapporto fra la biologia dell’Adriatico e le attività ittiche svolte in quei luoghi, e parte da un concetto per noi fondamentale: pesca e salvaguardia dell’ecosistema marino possono coesistere, a patto che di quegli ambienti si conoscano bene le caratteristiche. Il beneficio è reciproco. Consentire da un lato la pesca, un introito importante per tutte le regioni adriatiche e al contempo implementare le politiche di protezione, stabilendo quindi dei limiti sulle specie pescabili”.

“Il progetto Sushi Drop – hanno concluso Ricci e Cavallucci – che dovrà essere concluso entro il 2021, favorirà buone pratiche di pesca attente e responsabili, sosterrà la blue economy e un turismo ittico intelligente, volto alla conoscenza delle peculiarità del pescato e di tutti gli elementi che ruotano attorno a una ricchezza ambientale da preservare”.

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