A TERAMO SI È RIPETUTO L’ANTICO RITO DELLE VIRTÙ, TUTTI IN FILA ALLA CANTINA DI PORTA ROMANA


TERAMO – Come ormai da tradizione, si è ripetuto a Teramo il primo maggio, ma anche nella giornata di oggi, il rito della condivisione delle virtù, con cuore nevralgico La Cantina di Porta Romana, nell’omonimo rione, il più antico della città.

Il ristoratore Marcello Schillaci, insieme alla sua famiglia e ai propri collaboratori, sin dalle 12,00 ha dispensato il piatto tipico della cucina teramana anche a cinquanta famiglie che non possono permetterselo. Ma ordinatamente in fila per una o più porzioni da asporto, decine di persone anche da fuori città per portare a casa i sapori veri di un piatto autentico.

Così, in un enorme pentolone al centro della piccola sala del ristorante, l’oste ha riempito delle confezioni da asporto, ma come spesso accade, in tanti sono arrivati anche portando con sé pentole o recipienti da casa. Pieni anche i tavoli sotto il portico della cantina, nel pieno rispetto delle attuali norme che hanno consentito ai ristoranti di riaprire purché all’aperto.

Schillaci ha voluto coinvolgere nell’operazione di solidarietà il Comune di Teramo, e nello specifico l’assessorato alle Politiche sociali, con l’assessore Ilaria De Sanctis che ha conferito mandato agli uffici preposti di individuare i beneficiari ai quali sono stati consegnati dei buoni.

“Un bel gesto di vicinanza nei confronti di chi vive ai margini della nostra società, e di grandissimo valore umano e civile, anche perché proviene da appartenenti a quella categoria di imprenditori che hanno patito più di altri l’attuale drammatica crisi – ha commentato l’assessore De Sanctis – . Interpreto questo gesto anche nel ricordo della formidabile generosità di Paolina D’Antonio, madre di Marcello Schillaci, e grandissima benefattrice, di cui ricorre il centenario della nascita”.

“Il Comune ha fatto propria l’idea e siamo lieti di questa collaborazione, proposta perché gli uffici conoscono bene a chi devolvere la donazione – commenta la famiglia di ristoratori – le Virtù non sono importanti solo per il loro valore gastronomico ma anche perché con esse, un tempo, si manifestava una tradizione basata sula condivisione: chi poteva, grazie al famoso rito del pentolino, donava ai meno fortunati; il principio non è pertanto legato al semplice mangiare, ma alla condivisione con chi è meno fortunato, con chi non può permetterselo”.

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