ALBERGO DIFFUSO, ATRI STUDIA IL MODELLO SANTO STEFANO DI SESSANIO DI KIHLGREN PER REPLICARLO


ATRI – Grande partecipazione di pubblico ieri ad Atri (Teramo) per l’ultimo appuntamento del Cafè Scientifique a cura della Riserva naturale regionale Oasi Wwf Calanchi di Atri in collaborazione con il Comune di Atri.

Protagonista della serata Daniele Kihlgren, l’imprenditore italo-svedese che ha donato un nuovo volto all’antico borgo di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), trasformandolo in albergo diffuso di straordinaria qualità. Durante l’incontro, che si è svolto nel Ristorante D’Acquaviva, l’imprenditore ha presentato anche il suo primo libro I tormenti del giovane Kihlgren, coadiuvato dal professor Carlo Cappa dell’Università degli studi di Roma “Tor Vergata”, edito da Ricerche&Redazioni di Giacinto Damiani.

Dopo una breve intervista all’autore che da ragazzo, dopo un viaggio in moto in Abruzzo, rimase incantato dal borgo aquilano, facendolo diventare una delle destinazioni turistiche più note e ambite nel panorama internazionale, Kihlgren ha risposto alle tante domande del pubblico offrendo interessanti spunti di riflessione su questo modello di ospitalità replicato anche a Matera.

Ad allietare l’incontro, alla cui organizzazione ha collaborato anche Paola D’Amario della ditta Pan Ducale, le consuete “degustazioni tematiche” curate dal sommelier Riccardo Marchese del Ristorante D’Acquaviva con ricercati prodotti di nicchia, anch’essi specchio del territorio, tra cui liquirizia Menozzi-De Rosa e altre eccellenze come la pasta organica di senatore cappelli della società agricola Comignano e il pecorino dell’azienda agricola Feliciani-D’Amario.

“L’incontro – commenta in una nota l’assessore alla Cultura e al Turismo al Comune di Atri, Domenico Felicione – è stato molto interessante; come annunciato più volte, ad Atri stiamo lavorando al progetto dell’albergo diffuso. Il modello di Santo Stefano di Sessanio va studiato, e adattato al nostro contesto. Il numero di abitanti di Atri è di gran lunga superiore a quello di Santo Stefano, è una città d’arte ricca di cultura, storia e tradizioni, ha una posizione geografica favorevole e ha anche un tessuto economico vivo”.

“Inoltre, in questo caso, il progetto è una iniziativa comunale e dunque non si può non stimolare l’imprenditoria locale. Ovviamente il mercato immobiliare è libero e ciascuno può decidere di vendere e comprare e non è escluso che possano esserci anche imprenditori esterni, ma una istituzione non può andare in questa direzione, specie se il progetto che porta avanti ha la filosofia di unire turisti e residenti in una unica matrice, evitando il rischio di snaturare la nostra realtà rendendola un mero villaggio turistico. Il progetto è aperto al contributo di tutti e quindi anche al miglioramento. Via via che prenderà forma tutti gli elementi si chiariranno. L’obiettivo, comune e concreto, è ridare vigore a una località splendida e ricca di fascino che fa del turismo una delle sue risorse primarie”.

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