ALLA SCOPERTA DELLA VAL CHIARINO, DA PROVVIDENZA ALLO STAZZO DI SOLAGNE


CAMPOTOSTO – La passeggiata inizia dal Lago di Provvidenza dove ci sono almeno un paio di piazzole per parcheggiare le macchine e iniziare il percorso.

Si può godere della vista del lago, che ha delle acque colore di giada, e ben presto anche del suono dell’acqua che in primavera corre in quantità lungo il torrente.

Dopo un’ora scarsa di cammino tra qualche carcassa di cinghiale e delle colorate primule, si arriva alla Masseria Cappelli con il suo mulino, utilizzato in passato per macinare la faggiola, il frutto dei meravigliosi faggi che popolano la valle, che forniva farina e persino olio lampante per l’illuminazione pubblica.

Quando nell’aprile 2017 ho fatto questa escursione credevo di non essere mai stata da queste parti ma nel momento in cui Giacomo Demurtas, l’accompagnatore di media montagna che ha guidato l’escursione, ci ha parlato di quanto fosse cara questa zona agli abitanti di Arischia, frazione dell’Aquila, e che è tuttora gestita dall’Amministrazione separata dei Beni di uso civico di Arischia, mi è balenato in mente che in quel posto ci ero stata eccome, decine di anni prima, grazie a un vicino di casa originario di quella frazione del comune dell’Aquila, che volle portarci a godere delle bellezze della Val Chiarino.

Camminando ho  riconosciuto il fontanile nei paraggi della Masseria Vaccareccia dove ci eravamo fermati.

Via via la salita diventa più impegnativa, si supera la captazione dell’acquedotto del Chiarino immersi nella fitta faggeta che man mano si dirada. Si prosegue attraversando il Piano del Castrato e si giunge al Rifugio Fioretti, in compagnia del Monte Corvo, con i 2600 metri abbondanti della sua vetta, alla sinistra.

Il Rifugio col buffo “barometro a corda” è chiuso ma l’atrio è aperto e consente il riparo minimo in caso di bisogno. Si può sempre utilizzare la veranda per consumare un pranzo al sacco e l’acqua del piccolo fontanile.

Proseguendo per altri 200 metri di dislivello circa, nel nostro caso l’ultimo tratto era ancora innevato, si arriva allo stazzo di Solagne, terrazzo panoramico da cui osservare il Lago di Campotosto e i monti della Laga.

Dopo aver goduto dell’appagante vista, ci avviamo per la discesa quando inizio a sentire un fruscio, per me che non so sciare, sinistro. È un gruppo di sci-alpinisti. Dopo l’impegnativa salita è tutta discesa, per tutti. Ilaria Di Marco

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