ALLARMI ATTIVI PER PROTESTA, I COMMERCIANTI DI PESCARA URLANO LA LORO ESASPERAZIONE


PESCARA – Hanno affidato la loro voce al suono degli allarmi delle loro attività commerciali. Così questa mattina i commercianti di Pescara hanno messo in atto una protesta.

Alle 10, per cinque minuti gli esercenti di diverse categorie commerciali, dai negozi di abbigliamento, a quelli di calzature, dalle palestre agli stabilimenti balneari ai ristoranti, hanno lasciato suonare le sirene dei loro allarmi.

Un grido unanime per far sentire tutta l’esasperazione di un commercio fermo da 40 giorni.

Era il 14 febbraio, quando l’ingresso di Pescara in una zona rossa di caratura regionale, ha fatto scattare le chiusure di molte attività commerciali. Lunedì riapriranno, per effetto degli ultimi provvedimenti del presidente della Regione Marco Marsilio, ma per gli esercenti non basta e chiedono indennizzi.

Promotore della manifestazione è stato Andrea Di Toro, titolare di un negozio di abbigliamento che annuncia: “Ogni sabato faremo la stessa protesta finché non ci rimborseranno tutti gli incassi persi in questi 40 giorni di fermo. Ci hanno chiuso ingiustamente e la Regione deve farsi portavoce con il governo delle nostre richieste”.

Intanto da Pescara, la manifestazione si amplierà anche in altre città italiane. Nei prossimi giorni la stessa protesta, con allarmi accesi e clacson dei tassisti attivi verrà promossa a Firenze.

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