ALL’EMPORIO DELL’AQUILA DOVE SERGIO SOGNA DI RIDARE VITA ALL’ANTICO MULINO A PIETRA


L’AQUILA – È proprio vero, quando si dice primavera, si dice anche L’Emporio. Sì, perché lungo la Via Mausonia, a 10 minuti dal centro dell’Aquila e circondata dalle montagne dell’Appennino centrale, si apre una verdeggiante campagna su cui sorge un’azienda a gestione familiare, che chiamare negozio è riduttivo.

Si tratta di L’Emporio, una superficie di 500 metri quadrati dove, così come la natura in primavera, anche le sue attività si risvegliano con la bella stagione. Infatti, tutto riprende a muoversi, in un fermento frizzante come l’aria mattutina da queste parti.

Ad aprirci le porte della sua attività è il proprietario, Sergio Di Fabio, che insieme a sua sorella Elvia, allo storico dipendente, René Céspedes e alla giovane Candida Fabi che entrerà a breve nella squadra, gestisce L’Emporio da 22 anni, da quando cioè, decise di rilevare l’attività di famiglia. Si trattava all’epoca un piccolo negozio a Civita di Bagno, dove sua mamma Giovannina, che tutti conoscevano come “la molenara” dato il suo lavoro decennale in un mulino a pietra, vendeva prodotti per l’agricoltura e per gli animali.

Da allora L’Emporio si è spostato, è cresciuto ed è diventato un emporio di nome e di fatto grazie ai molteplici settori e ai tanti prodotti di cui Sergio ed Elvia si occupano. Al suo esterno lunghi filari accolgono le piante del vivaio: alberi da frutto in fiore, mandorli, ulivi, pini, betulle, tigli, tante le varietà e le specie presenti.

Dentro la serra in questo periodo iniziano a far capolino le prime piantine di ortaggi. Da un lato trovano spazio piantine di rosmarino, timo, menta (anche quella per preparare cocktail come il mojito), prezzemolo, sedano, pomodori, tutti gli ortaggi che la stagione porta con se, pronti per essere trapiantati da agricoltori esperti oppure e semplici hobbisti.

Il centro della serra non può che essere occupato dai fiori colorati, gerbere, viole, gerani, garofani e il profumo floreale subito invade l’aria calda. Al suo interno, L’Emporio si apre ad ogni genere di prodotto perché Sergio ha voluto racchiudere nel suo negozio tutto quanto possa essere utile al mondo agricolo e rurale: dal giardinaggio alla ferramenta, dai prodotti per le conserve nel reparto casalinghi fino ad arrivare al pet shop e ai prodotti per la zootecnia.

Sergio ed Elvia hanno maturato una conoscenza decennale nei settori dell’agricoltura, del vivaismo, della zootecnia e nell’arte del giardinaggio, tanto che da qualche anno Sergio e suo figlio Davide hanno deciso di ampliare l’offerta dell’attività e dedicarsi proprio alla progettazione e alla realizzazione degli spazi esterni, in un connubio di innovazione e tradizione che solo due generazioni diverse sanno concretizzare.

Elvia sembra un’enciclopedia: conosce i nomi delle piante persino in latino e, con aria stravagante, dispensa consigli su come curate questa o quell’altra specie. Sergio gestisce la sua attività con passione e con professionalità, doti che aiutano una piccola azienda a ritagliarsi un pezzetto di mercato tra la concorrenza spietata del web. Inoltre, crede nelle potenzialità della terra in cui vive e lo ha fatto decidendo di tenere la sua attività sempre aperta, anche immediatamente dopo il sisma del 2009.

“I danni sono stati tantissimi” racconta Sergio. “Due silos caddero su una parte delle struttura del negozio e quando quella notte mi resi conto, fu un colpo che mi face cadere a terra in ginocchio. Ma tutti insieme abbiamo deciso di rimboccarci le maniche perché la struttura, di acciaio, era agibile e lavorare è stato di grande incoraggiamento, un modo per tornare alla normalità”.

Proprio per questa ragione, L’Emporio è stato un luogo di ritrovo nelle settimane successive al 6 aprile per chi non aveva più nulla. E oggi, a distanza di quasi 25 anni dall’apertura? Sergio guarda il Gran Sasso di fronte a se, una montagna che ha scalato diverse volte nella vita, amante com’è della natura, e a dispetto dei suoi 61 anni racconta di un sogno nel cassetto: ridare vita ad un antico mulino a pietra, lasciatogli da suo padre Quirino, per la molitura dei cereali. “In questo modo sì, che si chiuderebbe il cerchio”, dice.

Lasciamo L’Emporio e la sua squadra a lavoro, in un territorio a forte vocazione agricola, da riscoprire e valorizzare nella sua parte più autentica, cadenzata dalle stagioni e desiderosa di agire nel rispetto della natura e delle sue forme di vita. (red.)