AQUILANI E SOCIALITÀ MUTATA, PREFERISCONO IL PRANZO DI LAVORO ALLA CENA DI PIACERE


SCOPPITO – All’indomani del decennale del sisma del 6 aprile 2009, Enrico Perilli presenta, nella scuola di specializzazione in psicoterapia Atanor, il suo ultimo libro, Il perturbante nell’espansione urbana. Volume che nasce dalla collaborazione durata 4 anni, tra Ordine degli Psicologi ed Ordine degli Architetti che creano insieme un gruppo ribattezzato “Psicoarc”.

I due gruppi di studiosi hanno cercato di evincere, tramite raccolta di dati e studi vari, la correlazione tra assetto urbano e assetto psicologico caratteristico della popolazione del post-sisma.

“Il libro cerca di capire – dice Perilli a Virtù Quotidiane – come la ricostruzione fisica influenzi le condizioni di vita da un punto di vista psicologico”.

Da ricerche fatte si è visto come la socialità sia estremamente cambiata nel dopo sisma.

“Nei dati raccolti presso le attività di ristorazione si è potuto vedere come a oggi la popolazione aquilana, rispetto a 10 anni fa, predilige il pranzo fuori, legato esclusivamente al lavoro, alla cena serale come occasione di convivialità. Questo a conferma dei cambiamenti di stile di vita dettati dal terremoto”, aggiunge Perilli.

Altra riflessione che il libro propone riguarda la mancanza di riqualificazione delle periferie ad oggi prive di centralità, identità, socialità. Le periferie smembrate nei vari Progetti C.a.s.e. sono diventati dei “non-luoghi”, freddi dormitori.

Queste realtà rispondevano all’esigenza incalzante della popolazione di riavere e subito una casa, ma non guardavano a lungo termine, non badavano all’aspetto psicologico ma andavano a soddisfare un bisogno solo primario.

A oggi, però, la riflessione sugli effetti psichici di tale assetto urbano è obbligatoria e di questo si occupa Perilli nel testo.

Presente alla presentazione del libro anche Angela Paris, responsabile della scuola ospitante Atanor. “L’equilibrio nella città è poter dare ad ogni spazio la propria funzione e ad ogni funzione il proprio luogo – dice – il luogo dell’otium, del negotium, dell’amore, del riposo, degli affari. Diviene fondamentale la riscoperta di Estia dea della casa, del focolare, della centralità, dello stare e dell’ascoltare proprio in una città che non ha più un centro“.

Sembra chiaro che il lavoro di Perilli pone gli accenti su quanto sia fondamentale una rinascita di un centro storico per ridare un’identità alla popolazione aquilana, una centralità.

A oggi sembrerebbe che non sia solo la città a essere suddivisa e sparpagliata, ma che anche la psiche di ogni cittadino si trovi a essere frammentata senza una comunicazione reale tra le parti. Se per collegare la parte est e quella ovest della città si è stati ingegnosi nel creare statali e rotatorie è altrettanto necessario che istituzioni politiche e sociali si ingegno nell’ascoltare l’esigenza di trovare un collegamento tra le parti psichiche di ogni cittadino al fine di ricostruire una popolazione funzionale e davvero anti-sismica. Valentina Di Fonzo