ARROSTICINI A DOMICILIO, A MILANO CI PENSA IL RISTORANTE ABRUZZESE RUSTELL


MILANO – In un Paese sempre più colpito dall’emergenza Coronavirus, sono tante le attività ristorative che stanno riconvertendo il loro business e le aree in cui operano, per rispondere alla crisi e affrontare al meglio il drastico calo di clienti.

Anche e soprattutto a Milano, il cuore dell’economia italiana e tra le zone più colpite dall’epidemia, dove è proprio grazie alle vendite online che i locali che riescono a sopravvivere.

Tra questi anche Rustell, il ristorante in stile street food tutto abruzzese, da 4 anni meta dagli amanti degli arrosticini del capoluogo lombardo e presente sulle piattaforme di delivery Just Eat e Glovo, per la consegna di cibo pronto a domicilio.

In passato recensito dal quotidiano Il Corriere della Sera tra le prime sei mete imperdibili in zona Buonarroti, Rustell si trova a ridosso dell’innovativo quartiere City Life e a due passi da Casa Verdi, la residenza per musicisti e cantanti fondata da Giuseppe Verdi a fine Ottocento.

È inoltre situato in prossimità di Cascina Bolla, l’osteria quattrocentesca dove, secondo gli esperti, soggiornò Leonardo da Vinci nel periodo in cui stava affrescando il Cenacolo di Santa Maria delle Grazie.

Titolare del fast food è Massimiliano Rossi, originario di Cavalletto d’Ocre (L’Aquila) ma meneghino d’adozione, che da qualche anno, insieme al teatino Giampiero Secondini, è anche proprietario di altri ristoranti abruzzesi sparsi nella città meneghina: Spiducci per esempio, aperto da nemmeno un anno in zona Isola e Rost Eat, inaugurato 10 anni fa in via Vigevano.

“Dall’inizio dell’emergenza – racconta a Virtù Quotidiane – abbiamo deciso di rimanere aperti e di continuare a lavorare con le consegne  e nonostante si respiri un’aria tutt’altro che tranquilla, l’attività sta andando abbastanza bene”.

Nonostante siano in molti coloro che si sono convertiti alla “tavola a domicilio”, Rustell è infatti l’unico locale aperto in zona Buonarrotti ed è il solo che può effettivamente occuparsi delle consegne nel quartiere e nelle aree limitrofe.

“Perché tutti sappiano che siamo aperti – aggiunge Rossi – , sto personalmente cercando di promuovere il ristorante via internet e sui social, soprattutto su Instagram e Facebook. Nel nostro piccolo, stiamo lavorando per contribuire ad alleviare il peso della situazione. Da parte nostra non molliamo e, anzi, aspettiamo che anche tutti quei colleghi che in questo periodo sono stati costretti a chiudere possano riaprire il prima possibile”.

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