“BARNABA”, A ROMA NUOVA STAGIONE CON IL RITORNO DEL BANCONE E UNA CUCINA DI SOSTANZA


ROMA – Finalmente da Barnaba, il wine bar con cucina nel quartiere Aventino a due passi dalla Piramide Cestia, il bancone è tornato. E lo fa in grade stile, con una proposta gastronomica ampia e dedicata a cui si abbina una carta dei vini quasi sartoriale, che ha come mission quella di accogliere le esigenze di ogni cliente che si accomoda al bancone.

“Ci è mancato tanto in questi anni – dice in una nota Fabrizio Pagliardi, uno dei soci di Barnaba – e per chi come me è nato come oste “da bancone” starci di nuovo dietro, tornare ad avere un rapporto diretto con il cliente, è fondamentale”.

Insomma, un ritorno alla normalità che passa anche attraverso l’arredamento di Barnaba, infatti insieme al bancone torna al suo posto, anche il tavolo basso nel quale accomodarsi se gli sgabelli sono già tutti occupati.

Dicevamo la proposta, che è ampia e no stop. Al bancone di Barnaba non ci sono limiti di orario, che sia aperitivo ma anche cena o dopo cena, ci si siede e in qualunque ora si può ordinare qualcosa da abbinare al calice, scegliendo tra: salumi, formaggi, la giardiniera di verdure, uova marinate, baccalà mantecato, hummus, feta e cetriolini, vitello tonnato, crostini con fegatini. E inoltre, fino alle 20 a questi piatti si aggiungono diverse sfiziosità dalla cucina come i cartocci di moscardini fritti o di gamberi, le polpette di bollito e quelle di pulled pork, le ormai iconiche patatine di Barnaba anche nella versione special con guanciale e pecorino.

E da bere? Fabrizio Pagliardi, da sempre ha scelto una strada che non ha mai cambiato, quella che l’ha spesso portato a cercare vini di piccoli produttori per lo più francesi, ma non esclusivamente. “In questi due anni abbiamo dovuto limitare gli acquisti dalla Francia e non solo, a causa della scarsa previsione di apertura prolungata nel primo periodo e per la lenta ripresa, poi” spiega Fabrizio Pagliardi. Adesso però si è tornati a regime, gli scarichi di vino provenienti dalla Francia, qui da Barnaba sono giornalieri e a raccontarlo bene è l’elenco dei vini in mescita, che è stato pensato per il bancone ma è disponibile per l’intero servizio. Alle circa 20 etichette, se ne aggiungono altre come, per esempio, la linea intera di un produttore appena arrivato, oppure a richiesta del cliente, si aprono delle etichette direttamente dalla carta. Insomma, la parola d’ordine al bancone di Barnaba è libertà!

La proposta gastronomica segna un ritorno alle origini e non solo quelle di Barnaba, ma forse anche quelle di chi sceglie questo locale per sedersi a bere bene e mangiare dei piatti ben pensati ma non esageratamente costruiti. Il nuovo menu descrive una cucina semplice ma non banale, con piatti snelli realizzati con pochi ingredienti. Insomma la proposta gastronomica a volerla descrivere con poche parole è certamente di sostanza e, dettaglio affatto secondario, per diversi piatti c’è stata anche una diminuzione dei prezzi. Artefice di questa rinnovata offerta food è Emiliano Valenti, un cuoco con una solida preparazione alle spalle maturata in diverse ed importanti cucine della capitale come quella di Cristina Bowerman, e ancora prima Settembrini e il Convivio.

E parlando dei piatti, insieme alla sempre golosa proposta degli antipasti, diventa ancor più interessante quella dei primi con piatti di grande concretezza come i Pici con polpo, menta e pecorino, i Tonnarelli con ragù bianco e limone, i Rigatoni con agnello in umido e ricotta salata e ancora la Gricia ubriaca (il classico romano nella sua versione più antica, in cui la pasta viene cotta nel vino rosso). Tra i secondi: Collo di maiale con radicchio e cipolline, Agnello carciofi fritti e patate, Bistecca di cavolfiore con crema di pomodori secchi. Per gli amanti dei panini di Barnaba, no panic. Il roast beef club sandwich e il bun con pulled pork sono sempre in carta! E sempre in tema di rassicurazioni, tra i dolci c’è sempre lo zabaione con le lingue di gatto e il salame al cioccolato con la panna montata.

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