BIODIVERSITÀ E CLIMA, CRITICHE ALLA NUOVA PAC APPROVATA DAL PARLAMENTO UE


ROMA – Una sconfitta per la biodiversità, il clima e gli agricoltori virtuosi.

Così Slow Food definisce la riforma della Politica agricola comune (Pac) approvata venerdì scorso dal Parlamento europeo che in seduta plenaria “ha confermato la demolizione della proposta di riforma della Politica Agricola Comune (Pac) della Commissione europea”.

Questo voto finale sulla riforma della Pac conferma gli emendamenti, approvati con l’accordo tra S&D, Ppe e Renew, che hanno cancellato ogni relazione coerente tra politica agricola europea e il Green Deal, l’insieme di iniziative politiche che hanno l’obiettivo generale di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050, mettendo una pietra tombale sull’avvio di una vera transizione ecologica delle filiere agricole e zootecniche in Europa.

“I parlamentari europei non hanno avuto il coraggio di rigettare una proposta che non è in linea con il Green Deal europeo, nonostante la mobilitazione di migliaia di giovani e cittadini di tutta Europa”, affermano le Associazioni riunite nella coalizione italiana Cambiamo Agricoltura.

“Ora la proposta passerà alla discussione nel ‘Trilogo’ (Commissione, Parlamento e Consiglio Ue) e speriamo quindi che sia la Commissione a non cedere sulle regole minime per il raggiungimento degli obiettivi delle due Strategie del Green Deal, Farm to Fork e Biodiversità 2030”, continuano le associazioni della coalizione Cambiamo Agricoltura.

La nuova Pac confermerebbe vecchie logiche, privilegi e interessi delle grandi corporazioni agricole. Per evitare il fallimento delle sue due Strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” dovrà intraprendere un’azione forte e decisa nell’ambito del negoziato del “Trilogo”, ponendo sul tavolo la totale incompatibilità di questa Pac con gli impegni assunti per l’ambiente, il clima e la biodiversità.

“Vogliamo ringraziare le centinaia di persone che in queste ultime settimane hanno risposto al nostro appello alla mobilitazione per azioni di cittadinanza attiva, inviando fotografie, messaggi vocali e tweet, per mandare ai decisori politici europei una forte richiesta di avvio di una seria e concreta transizione ecologica della nostra agricoltura”, concludono le Associazioni della Coalizione Cambiamo Agricoltura, “purtroppo la maggioranza degli europarlamentari si sono dimostrati sordi e ciechi, ignorando questa richiesta dei cittadini europei, in particolare dei giovani, per un futuro sostenibile dell’agricoltura”.

La nuova Pac prevede, tra le altre cose, che attraverso i Piani strategici i paesi Ue sceglieranno gli strumenti e le azioni per raggiungere i target concordati a livello dell’Unione, che la Commissione verificherà attraverso un rapporto di performance annuale.

Saranno rafforzate le condizionalità, quindi le pratiche rispettose del clima e dell’ambiente che gli agricoltori devono obbligatoriamente applicare per ottenere i pagamenti diretti, e di dedicare almeno il 35% del bilancio per lo sviluppo rurale alle misure legate al clima e all’ambiente. Inoltre, il 30% del budget dei pagamenti diretti dovrebbe essere destinato ai nuovi ecoschemi.

Più in generale, almeno il 30% dei finanziamenti dell’Ue dovrebbe sostenere gli sforzi degli agricoltori per la lotta al cambiamento climatico, la gestione sostenibile delle risorse naturali e la tutela della biodiversità. Inoltre, il Parlamento Ue chiede agli Stati membri di incoraggiare gli agricoltori a destinare almeno il 10% dei propri terreni a interventi paesaggistici a sostegno della biodiversità, quali siepi, alberi non produttivi e stagni.

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