CACCIA AL CINGHIALE, IN ABRUZZO NASCE IL CONSCI ED È SUBITO POLEMICA


L’AQUILA – Si è costituito anche in Abruzzo il Coordinamento nazionale delle Squadre al cinghiale (Consci), associazione ambientalista nata per la tutela della caccia all’ungulato con il metodo della braccata.

Lo scopo dell’associazione – informa una nota – è di unire tutti i cacciatori italiani di cinghiale che praticano il prelievo collettivo in braccata e girata con l’ausilio dei segugi. Il fine è di far sì che l’unione faccia in modo di avere una voce unica e quindi, più incisiva a livello nazionale.

In quest’ottica i cinghialai d’Abruzzo affiliati al Consci si pongono in maniera collaborativa con la categoria degli agricoltori che, oggi più che mai, si vedono danneggiati i propri raccolti dalle incursioni notturne dei cinghiali che, negli ultimi anni, sono aumentati in maniera esponenziale.

Infatti, al fine di contenerne il numero al di fuori del periodo venatorio, si pratica la caccia di selezione da parte dei componenti abilitati delle squadre di caccia collettiva, assegnatarie delle zone di caccia nelle quali insistono i terreni coltivati da tutelare.

Importante è quindi trovare un giusto rapporto ed equilibrio tra i cacciatori e gli agricoltori al fine di tutelare i raccolti da cui quest’ultimi traggono i propri redditi compiendo i dovuti abbattimenti e nel contempo mantenere stabile una popolazione di animali da poter cacciare durante il periodo venatorio.

Il Coordinamento, poi, nella stessa nota prende le distanze da quanto affermato da Dino Rossi, portavoce di un altro gruppo di cinghialai che si è detto contrario alla caccia di selezione.

“Il nostro motto associativo è ‘viva la caccia al cinghiale in braccata ma in armonia coi nostri fratelli agricoltori perché uniti si vince'”, conclude la nota del Consci che si dissocia da quello che definisce “un sedicente autoproclamatosi portavoce, tra l’altro di professione agricoltore”.

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