CARNEVALE, A CHIETI IL TUTOR DELLE FRAPPE DI CAMPAGNA AMICA


CHIETI – Ci sarà il tutor della frappe domani 5 marzo dalle ore 9,30 in occasione del Carnevale, nel mercato di Campagna Amica di via Arniense a Chieti, dove gli agrichef mostreranno in diretta come realizzare a casa i tradizionali dolci di Carnevale, come scegliere gli ingredienti, preparare la pasta, tagliarla, cuocerla e infine decorarla prima di portarla in tavola per parenti e amici.

Una occasione diversa dal solito per avvicinarsi ai dolci tradizionali, realizzati con materie prime rigorosamente locali. Un ritorno della cucina fatta in casa in linea con le nuovi abitudini alimentari italiane: secondo un’indagine Coldiretti/ixè sono infatti 4 famiglie su 10 (38%) che riscoprono le specialità tradizionali soprattutto durante le feste.

“Nella settimana di Carnevale – stima la Coldiretti – vengono consumati circa 12 milioni di chili di dolci tipici per una spesa complessiva attorno ai 150 milioni di euro. Prepararle in casa offre anche la possibilità di assicurarsi la qualità e la freschezza degli ingredienti, che fanno la differenza sul risultato finale, a partire dalle uova e dal miele che – continua la Coldiretti – possono essere acquistati anche nei mercati degli agricoltori di campagna amica dove sono offerti anche dolci della tradizione contadina i cui segreti sono stati trasmessi da generazioni”.

Frappe (anche dette “chiacchiere”), castagnole e cicerchiata sono infatti solo alcune delle specialità gastronomiche che gli abruzzesi riscoprono nei giorni di carnevale e che, nei mercati di Campagna amica d’Abruzzo sono in vendita già dalla scorsa settimana con il supporto e i consigli dei particolari “tutor delle frappe”.

La leggenda – precisa ancora la Coldiretti – racconta che le prime frappe siano nate ai tempi dell’antica Roma con il nome di “frictilia” ed erano realizzate con un impasto di farina e uova che veniva steso, tagliato e fritte nello strutto bollente e mangiato durante le feste, soprattutto nel periodo invernale.

La festa – ricorda la Coldiretti – prende le mosse dalla tradizione della campagna, dove segnava il passaggio tra la stagione invernale e quella primaverile e l’inizio della semina nei campi che doveva essere festeggiata con dovizia. I banchetti carnevaleschi – conclude la Coldiretti – sono molto ricchi di portate perché, una volta in questo periodo si usava consumare tutti i prodotti della terra, non conservabili, in vista del digiuno quaresimale.

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