CINGHIALAI ALLA REGIONE: CACCIA NOTTURNA È CONTRO LEGGE


OFENA – “Sono stati fatti corsi di tutti i tipi, dai selecontrollori ai conduttori dei cani, dall’abilitazione dei cani alle tarature delle carabine. Chi ha tratto beneficio da questo? Sicuramente non gli agricoltori e tanto meno i cacciatori che hanno dovuto mettere le mani al portafoglio per l’acquisto di armi con ottiche professionali, acquisto di cani iscritti e abilitazioni di vario genere, tutto un commercio a discapito dei cacciatori e a danno degli agricoltori e automobilisti”.

Lo affermano i Capisquadra cinghialai Abruzzo e il Comitato spontaneo degli allevatori (Cospa) di cui è portavoce Dino Rossi, in una lettera aperta (pubblicata integralmente sotto) inviata all’assessore regionale all’Agricoltura Emanuele Imprudente che ha annunciato una deliberazione relativa all’estensione in orari notturni degli abbattimenti di cinghiali con la modalità della caccia di selezione.

“Oggi si è arrivati a proporre la caccia di notte, mio nonno lo faceva di contrabbando e si chiamava bracconaggio”, dice Rossi. “Adesso tutto legalizzato anche contro la Legge 157/92 che si osserva quando si conviene. Stranamente si seguita a fare ogni tipo di caccia al di fuori delle aree protette e ci si ostina a non fare le girate con i cani abilitati e la caccia di selezione, all’interno di esse, come prevede la Legge quadro sui Parchi!”.

LA LETTERA APERTA

Caro assessore, apprendiamo con sgomento quanto si sta proponendo per il controllo della fauna selvatica e un dubbio ci assale, anzi molti dubbi! Se ci avesse un attimino interpellati, Le avremmo dato sicuramente qualche dritta assolutamente indolore, come l’utilizzo dei cani per l’allontanamento dalle zone antropizzate, metodo ritenuto efficace da altre regioni, qualche girata e qualche abbattimento mirato avrebbero sicuramente risolto il problema.

Non ci preme sapere se il visore notturno sia legale o no, questa materia è di competenza di altri organi, ma a ben altro che si cela nei meandri della dirigenza regionale.

È da tempo che si gira intorno al problema ed è stato sempre preso con leggerezza con provvedimenti che non vanno né a tutela dell’agricoltura e nemmeno della caccia, ma a vantaggio di alcuni soggetti assai noti.

Sono stati fatti corsi di tutti i tipi, dai selecontrollori ai conduttori dei cani, dall’abilitazione dei cani alle tarature delle carabine. Chi ha tratto beneficio da questo? Sicuramente non gli agricoltori e tanto meno i cacciatori che hanno dovuto mettere le mani al portafoglio per l’acquisto di armi con ottiche professionali, acquisto di cani iscritti e abilitazioni di vario genere, tutto un commercio a discapito dei cacciatori e a danno degli agricoltori e automobilisti.

Oggi si è arrivati a proporre la caccia di notte, mio nonno lo faceva di contrabbando e si chiamava bracconaggio. Adesso tutto legalizzato anche contro la Legge 157/92 che si osserva quando si conviene.

Stranamente si seguita a fare ogni tipo di caccia al di fuori delle aree protette e ci si ostina a non fare le girate con i cani abilitati e la caccia di selezione, all’interno di esse, come prevede la Legge quadro sui Parchi!

Addirittura si pensa ad autorizzare le ottiche notturne che costano dai 1.400 ai 1.800 euro, quindi altri soldi per sostituire le ottiche tradizionali, senza contare i rischi sollevati da alcune associazione venatorie.

Pensi assessore Imprudente a quante ottiche verranno vendute in Abruzzo e a chi andranno lauti compensi se questa delibera venisse approvata: perché non ci dice da chi è venuta questa proposta? Di sicuro il conto in banca lieviterà a dismisura, mentre gli agricoltori non arrivano a pagare il consorzio di bonifica che non sistema gli impianti, perdono acqua e i cinghiali scendono dalle montagne per abbeverarsi e banchettare alla faccia dei contadini tartassati e presi in giro da una politica inetta.

Si spera ad una attenta riflessione, altrimenti saremmo costretti a segnalare la cosa alla magistratura.

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