COPPIA DI ANZIANI CUCE MASCHERINE IN CASA DA DONARE ALLA COMUNITÀ


L’AQUILA – Nel pieno di una emergenza sanitaria nazionale che fa i conti con la carenza di dispositivi di protezione necessari ad evitare ogni forma di contagio da Coronavirus, c’è chi le mascherine le sta realizzando in casa, senza sosta, con la macchina da cucire in funzione dalle prime ore del mattino sino a notte fonda.

Un gesto di grande solidarietà e profonda umanità che non arriva da un’azienda o da un facoltoso imprenditore ma da una coppia di vigorosi e tenerissimi anziani dell’Aquila.

Sono Mario Tinari, di 86 anni, e sua moglie Maria Pia Canna, di 80, che nel pieno di una pandemia globale senza precedenti hanno tirato fuori tutta la loro creatività e sapienza per realizzare quante più possibili mascherine di cotone, con filtro intercambiabile e rifinite in ogni dettaglio, per metterle a disposizione di tutta la comunità.

Genitori di due figli, Antonio e Roberto, l’attuale presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, sposati da oltre mezzo secolo e nonni premurosi, i due coniugi hanno deciso di trascorrere le loro giornate di quarantena forzata lavorando alla macchina da cucire nella loro abitazione di Coppito.

Mario comprende bene lo stato d’animo degli infermieri, in prima linea nei reparti ospedalieri di tutta Italia per curare i pazienti contagiati da Covid 19 in gravi condizioni, perché lui infermiere lo è stato per oltre quarant’anni, presso l’ospedale psichiatrico Santa Maria di Collemaggio dell’Aquila.

Una vita trascorsa al fianco dei più fragili e dei malati ma anche un secondo lavoro per Mario che, oltre a quello di infermiere, è stato anche sarto, un’attività mai abbandonata, nemmeno dopo la pensione, che continua a svolgere, anche solo per passione e, come in questo caso, per necessità.

Così come sua moglie Maria Pia, operaia dell’Italtel in pensione ma sarta in giovinezza e nei ritagli di tempo, quando, insieme alla signora Giuseppina Carducci, per tutti Pupetta, con le sue creazioni sartoriali “vestiva tutte le famiglie dell’Aquila bene”, ricordano orgogliosi i figli.

Mani esperte che conoscono la fatica, la resistenza, quella vera e l’impegno, “perché prima erano altri tempi, noi siamo abituati alle avversità e a rimboccarci le maniche, abbiamo vissuto la guerra, le carestie, senza mai abbatterci” dice Mario a Virtù Quotidiane mentre misura la stoffa con precisione chirurgica, “le nuove generazioni sono meno abituate di noi ma questa grande emergenza nazionale impone a tutti di essere uniti, forti e solidali. Solo così ce la faremo”.

Le mascherine di cotone hanno una cucitura frontale che permette a chi le indossa di inserire, e poi sostituire, la parte usa e getta fatta di carta da forno impermeabile, quella che entra in contatto con bocca e naso.

La preoccupazione di Mario e Maria Pia oggi è quella di riuscire a soddisfare tutte le richieste di mascherine, centinaia, oltre alle centinaia già realizzate e offerte in dono. “Di questo passo e se tutto va bene – dicono – in altri dieci giorni arriviamo a quota seicento. L’Italia se unita può farcela!”.

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