CORONAVIRUS, BOOM DI RIDERS ANCHE IN ABRUZZO


PESCARA – Con il boom degli acquisti online, anche di prodotti, come quelli alimentari, che fino a pochi giorni fa venivano acquistati principalmente nei negozi, in Abruzzo aumenta in modo esponenziale il lavoro dei riders, che corrono da una parte all’altra delle città per evadere i tanti ordini in arrivo.

Pizzerie, ristoranti, sushi bar: considerato che il decreto restrittivo non limita le consegne a domicilio, sono numerosissime le attività che si affidano ai corrieri in bicicletta, tra i pochi a circolare per le strade delle città.

“Con tutto quello che sta accadendo – afferma il segretario della Cgil di Pescara, Luca Ondifero – le attività commerciali cominciano, continuano o implementano i servizi online e, ovviamente, per le consegne si affidano ai riders. La chiusura dei negozi, infatti, inevitabilmente crea incrementi in altri settori, tra cui quello delle consegne”.

“La Cgil – aggiunge – da tempo sta cercando un confronto con questi operatori, per porre l’attenzione sui diritti e sui doveri. Stanno diventando un esercito, senza che vi siano protezioni sociali. Prima erano solo ragazzi che cercavano un lavoretto per pagarsi gli studi, ora tra i riders ci sono anche adulti che perdono il lavoro. Sono di fatto dei fantasmi nascosti, ma che esistono. Spesso lavorano in condizioni contrattuali particolari e non hanno nessun tipo di copertura. In particolare, in questo momento, sono esposti a turni di lavoro che aumentano costantemente e anche a rischi in termini di salute. In tal senso servirebbero verifiche”, conclude il segretario della Camera del Lavoro di Pescara.

Aumentano, inoltre, segnala la Cgil, i lavoratori nel settore della vigilanza non armata, in tutte quelle attività, come i supermercati, in cui c’è bisogno di contingentare e gestire l’accesso dei clienti.

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