CORONAVIRUS: CAMERA DI COMMERCIO DELL’AQUILA, “CHI L’HA VISTA?”


L’AQUILA – Da Cna e Confindustria fuoco incrociato contro la Camera di Commercio dell’Aquila, ancora una volta grande assente nonostante la drammatica crisi economica causata dalla pandemia.

“In un momento in cui le associazioni di categoria sono chiamate ad operare in prima linea, con uno sforzo organizzativo-economico, di idee, contributi e progettuale in forte sinergia tra le istituzioni, è fondamentale che anche la Camera di commercio dell’Aquila svolga appieno il proprio ruolo” dice Ezio Rainaldi, delegato alla ricostruzione di Confindustria Abruzzo e consigliere dell’ente camerale aquilano.

Mentre il direttore della Cna, Agostino Del Re, fa notare come l’ente camerale aquilano “non ha attivato alcuna azione per aiutare le 40mila imprese della provincia”, a differenza delle “sorelle” di Teramo, che “ha stanziato 300mila euro per progetti per l’accesso al credito e il rilancio turistico del settore produttivo, nonché per attivare bandi europei”, e di Chieti-Pescara che “ha, addirittura, stanziato 5 milioni di euro, attingendo al fondo di riserva, per supportare le imprese nel periodo di fermo produttivo”.

“Alle polemiche”, dice Rainaldi in una nota, “si risponde con iniziative e proposte: da consigliere della Camera di comercio, oltre che da delegato alla ricostruzione di Confindustria Abruzzo, ritengo doveroso sollecitare l’intervento, con azioni concrete, degli organi preposti allo sviluppo e alla crescita del territorio, soprattutto in un momento di piena emergenza dovuta al coronovirus, che mette a rischio circa 40mila imprese della provincia dell’Aquila”.

“L’invito ai vertici della Camera di commercio dell’Aquila è a farsi promotori della convocazione immediata di un consiglio camerale”, afferma Rainaldi, “con gli strumenti di collegamento telematico ormai ampiamente in uso in tutti gli enti pubblici e privati, per aprire una discussione sui fondi a disposizione dell’ente e sulle eventuali risorse, rese disponibili da Unioncamere, per sostenere il tessuto imprenditoriale, in un momento di crisi economica pesantissimo, dovuto al fermo produttivo, e sulla ripartizione dei finanziamenti del piano triennale per dare un immediato aiuto alle imprese e partite Iva che operano in provincia dell’Aquila”.

“Qualora fossero già in atto iniziative del genere”, prosegue Rainaldi, “sarebbe importante convidiverle con l’intero consiglio camerale e, soprattutto, raccogliere idee e proposte dalle associazioni presenti in consiglio, che hanno il polso della situazione sul territrio in modo da muoverci in maniera sinergica e da rassicurare, anche, il mondo delle piccole e medie imprese, che ad oggi possono contare su pochissimi sostegni. Aziende che attendono con ansia interventi economici e finanziari, anche per l’accesso a fondi europei”.

“Non ultimo il pacchetto di fondi Mise della legge 135/2012”, conclude Rainaldi, “che potrebbe diventare oggetto di nuove progettualità, in particolare nel settore dell’innovazione. Vale la pena ricordare che, a rischio, ci sono 40mila imprese e migliaia e migliaia di lavoro, che si possono salvare solo con l’intervento di tutti”.

“La provincia dell’Aquila, a causa dell’emergenza coronavirus, vive un momento di estrema criticità”, gli fa eco Del Re, “con le circa 40mila imprese del territorio, che rischiano il tracollo, se non ci saranno interventi di sostegno immediati. Ma la Camera di commercio dell’Aquila non ha messo in atto nessuna iniziativa di supporto al sistema economico locale, né ha speso una sola parola da quando è iniziativa l’emergenza”.

Il direttore della Cna della provincia dell’Aquila, ex vice presidente dell’ente camerale nel precedente mandato, pone con forza il problema “del mancato sostegno della Camera di Commercio aquilana e del presidente, Lorenzo Santilli, al fianco delle aziende, in un momento così delicato per il territorio”.

“Mentre le altre Camere di commercio abruzzesi hanno attivato immediatamente misure a sostegno delle gravi conseguenze del coronavirus, in particolare l’ente teramano ha stanziato 300mila euro per progetti per l’accesso al credito e il rilancio turistico del settore produttivo, nonché per attivare bandi europei”, dice Del Re, “e la Camera di commercio Chieti-Pescara ha, addirittura, stanziato 5 milioni di euro, attingendo al fondo di riserva, per supportare le imprese nel periodo di fermo produttivo, effettuando anche una donazione di 200mila euro alle strutture sanitarie di riferimento, la Camera di commercio dell’Aquila, seppure non come elemento risolutivo, non ha attivato alcuna azione per aiutare le 40mila imprese della provincia, che rappresentano un potenziale occupazionale di diverse centinaia di migliaia di posti di lavoro, a superare la grave situazione economico-sociale, che avrà riflessi negativi importanti sullo sviluppo e la tenuta economico-finanziaria del territorio. Elemento ancor più grave, il silenzio assordante della Camera di commercio aquilana che, dall’inizio della grave emergenza, non ha inteso spendere neppure una parola per le imprese in affanno”.

Del Re dichiara che “è necessario guadare avanti mettendo in campo delle azioni concrete, di supporto all’azione nazionale del Governo, che possano sostenere le piccole e medie imprese, come le grandi realtà industriali e che, di riflesso, vanno a beneficio di tutti i cittadini. In provincia dell’Aquila ci sono migliaia e migliaia di partite Iva e aziende di piccole e medie dimensioni che rischiano il tracollo e, dopo il fermo forzato, di non riaprire più le proprie attività e professioni”.

“Riceviamo e raccogliamo continue segnalazioni e sollecitazioni, tant’è vero che nostri uffici stanno svolgendo un orario continuato di servizio e consulenze”, aggiunge Del Re, “che intendiamo girare pubblicamente all’ente deputato a svolgere il ruolo che gli compete, ovvero la Camera di commercio dell’Aquila, che ha i fondi per farlo, anche attingendo alla piattaforma nazionale di Unioncamere, che ha dato totale disponibilità a sostenere i singoli territori per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Servono interventi coraggiosi, imponenti e tempestivi, da parte delle istituzioni per evitare danni irreparabili al sistema delle imprese e al tessuto sociale: irrorare il sistema economico di liquidità per evitare mancati pagamenti, al 94 per cento delle nostre aziende, che avranno problemi economici nei prossimi mesi, garantire la sopravvivenza e consentire una ripresa immediata. Le piccole imprese hanno bisogno di coraggio e supporto finanziario, ma soprattutto serve un piano per il futuro, da attuare non appena l’attuale situazione di emergenza sanitaria sarà alle spalle”.

La Camera di commercio dell’Aquila dia un forte segnale chiaro, che tutti si aspettano, cittadini e imprenditori, per salvaguardare l’economia locale. E non taccia, singolarmente, come avviene ormai da tempo. Un forte riconoscimento va, invece, a tutti gli operatori del sistema sanitario che stanno dimostrando di compiere appieno il loro dovere, con un impegno straordinario”.

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