COSPA: IN ABRUZZO NUMERO DI ORSI RIDOTTO NONOSTANTE SOLDI SPESI PER LA TUTELA


L’AQUILA – Nonostante i cospicui finanziamenti impegnati per la tutela dell’orso bruno marsicano, in Abruzzo il numero di esemplari è quasi dimezzato negli ultimi trent’anni. Lo denuncia il Comitato spontaneo degli allevatori Cospa.

“È oramai noto a tutti coloro i quali si occupano a vario titolo delle questioni riguardanti la vita di campagna e della natura”, dice in una nota il portavoce Dino Rossi, “come la fallimentare e sconsiderata gestione ultra ventennale delle aree naturali protette, sia sotto il punto di vista naturalistico che sotto quello concernente più in generale la regolamentazione e lo svolgimento delle attività umane direttamente o indirettamente correlate con la fruizione degli habitat naturali, abbia prodotto gravi danni in Abruzzo”.

“Questi oggi sono facilmente riscontrabili sul territorio montano abruzzese sia per le attività economiche tradizionali che con riferimento alla fauna selvatica particolarmente tutelata dalle direttive Ue e dalla legge dello Stato, come è ad esempio il caso del tanto amato orso bruno d’Abruzzo”.

“Basti pensare e considerare a tal proposito”, continua Rossi, “quanto accaduto e continua ad accadere ormai da molti lustri a proposito della gestione di questo simpatico mammifero. Infatti, è evidente come si elaborino e si licenzino cervellotici ed insensati piani e regolamenti in tema di attività venatoria, di pascoli, di taglio dei boschi ecc. con la pretestuosa motivazione della protezione e conservazione del plantigrado ma al contempo si scavano nuove gallerie, si costruiscono nuove strade e si ha l’intenzione di cementificare vaste zone proprio nei Parchi e in particolare in quelle arre degli stessi dove sono stati spesi e si spendono cospicui finanziamenti finalizzati alla sua tutela”.

“È emblematico il caso di quanto accaduto nel Parco Sirente Velino, ma esistono altri istruttivi esempi in materia. Limitandoci al citato Parco è bene far sapere all’opinione pubblica che nel territorio dove è stato posto in atto il progetto Life denominato Salviamo l’orso-2003/2007 è stata scavata una galleria di 1.290 metri, distruggendo sorgenti, faggi ed aceri secolari, nell’anno 2009 e nel 2011 avevano intenzione di cementificare un’area per un una cubatura di 200.000 metri”.

“Trattasi delle località denominate Serralunga di Caporitorto e Pratelle-La Cona nel comprensorio del comune di Rocca Di Cambio. E non finisce qui!”, aggiunge Dino Rossi. “Proseguiamo a parlare del nostro a noi simpatico animale e rendiamo noti alcuni dati tratti dal Patom (Piano d’azione per la tutela dell’orso marsicano): negli anni ’80 erano presenti nel solo Pnalm e aree limitrofe circa 100/120 orsi; a partire dagli anni durante i quali sono stati istituiti i nuovi Parchi, 1991/95, nonostante siano stati sino ad oggi spesi circa 20 milioni di euro in progetti Life Arctos gli orsi si sono ridotti a circa 40/50”.

“Mettendo a confronto l’esperienza similare realizzata in Trentino con il progetto di reintroduzione dell’orso bruno sulle Alpi Centrali e in particolare nel Parco naturale Adamello-Brenta, ci accorgiamo di come è stato sperperato inutilmente il denaro pubblico per un progetto rivelatosi fallimentare: partendo da tre maschi e sette femmine, cosiddetti individui fondatori, ad oggi si contano 90 orsi, come dichiarato dal direttore Cristiano Trotter in occasione della fuga dell’orso denominato dal ministro Costa Papillon, scientificamente chiamato M49″, conclude Dino Rossi.

Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.


Articolo soggetto a copyright, ogni riproduzione è vietata © 2021