CRESCE L’EXPORT DEI VINI D’ABRUZZO, IN DIECI ANNI QUASI RADDOPPIATO

consorzio tutela vini d'abruzzo export

PESCARA – La pandemia non frena l’esportazione dei vini abruzzesi, al contrario i calici degli stranieri si tingono di rosso Montepulciano e non solo. Nei primi mesi del 2021 l’Abruzzo ha registrato un aumento dell’export nel settore enologico del +9 per cento rispetto all’anno precedente. Una crescita, quella delle esportazioni dei vini regionali, che beneficia soprattutto del trend positivo dell’ultimo decennio, che segna un +90 per cento, dovuto principalmente alle attività di promozione messe in campo dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo in sinergia con i produttori e le aziende locali.

È un bilancio decisamente positivo, dunque, quello che emerge dai dati dell’Osservatorio Permanente Wine Monitor Nomisma illustrati questa mattina dal presidente del Consorzio Valentino Di Campli e dal responsabile dell’Osservatorio, Denis Pantini.

Dati che mettono in risalto soprattutto la ripresa dell’export nel 2021 nei principali Paesi target: Germania (+25%), Usa (+12%), Svizzera (+45%), Cina (+33%), Giappone (+26%). Numeri alla mano, i vini abruzzesi, in termini di vendite all’estero, hanno superato quota 200 milioni di euro, con un aumento di 15 milioni di euro nell’anno in corso. Non è da meno il mercato nazionale dove a farla da padrone è soprattutto il Montepulciano d’Abruzzo che, negli ultimi quattro anni, registra un aumento del 12% a valore, per quanto riguarda il totale dei formati, e del 6% in relazione alle bottiglie da 0,75 litri. Altro dato interessante per i produttori abruzzesi è il calo delle vendite nelle fasce di prezzo più basso (le bottiglie sotto i 3 euro, destinate principalmente al canale discount) e un parallelo incremento in tutte le altre. In particolare, le bottiglie di Montepulciano d’Abruzzo di prezzo superiore ai 7 euro hanno raddoppiato le vendite nel periodo analizzato.

“Durante la pandemia molte cose sono cambiate e non tutte necessariamente in negativo”, commenta Di Campli. “Nel periodo in cui il lockdown era molto severo, c’è stata una crescita notevole dei vini abruzzesi nella grande distribuzione e anche un riposizionamento. Il valore dei vini abruzzesi è decisamente più alto di quello che, purtroppo, negli anni è stato riconosciuto dalla grande distribuzione ma adesso, piano piano, c’è una tendenza al rialzo del valore e questo è un fatto sicuramente positivo per i produttori che da tempo investono e producono Montepulciano d’Abruzzo. Oltre a questo, c’è stata anche una decisa crescita del prodotto esportato. I valori export nel 2020 avevano avuto una stabilizzazione, al contrario di tante regioni italiane in cui c’era stata una diminuzione”, prosegue Di Campli, “mentre nel 2021 siamo di nuovo cresciuti in modo importante. Abbiamo superato la soglia dei 200 milioni di euro di vendite all’estero, con una crescita di 15 milioni di euro in un anno che è denaro liquido che torna sul territorio abruzzese e che fa ben sperare per il futuro”.

Una crescita dovuta soprattutto alle attività di tutela e di promozione messe in atto dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo che, a sua volta, è cresciuto in maniera costante negli ultimi 20 anni passando da 32 soci agli attuali 204, rappresentanti di oltre 4.000 produttori di uve doc e igt. Con un fitto programma promozionale che è andato avanti, nonostante la pandemia, il Consorzio nel 2021 ha puntato sia sui mercati internazionali sia su quello interno: masterclass e attività dedicate per raccontare i vini d’Abruzzo a buyer, operatori e wine lover si sono susseguite in Italia e nel mondo e che hanno coinvolto 84 aziende.

“È stato possibile realizzare tutto questo perché ad oggi abbiamo all’attivo ben quattro diversi progetti di promozione che attingono a fondi comunitari di diversa provenienza”, spiega Di Campli, “per un totale di oltre 3 milioni di euro nel 2021 e circa 3,5 milioni già programmati nel 2022”. Antonella Luccitti

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