Cronaca 09 Gen 2025 12:10

Dall’etilometro fai da te alle wine bag, tutte le soluzioni salva-patente con la nuova psicosi da Codice della strada

Dall’etilometro fai da te alle wine bag, tutte le soluzioni salva-patente con la nuova psicosi da Codice della strada
foto Alvolante.it

ROMA – Mentre da un lato ristoratori e produttori piangono le festività a corto di brindisi, dall’altro c’è chi festeggia. Per ovviare al problema dilagante dell’allarmismo generato dall’interpretazione personale del nuovo Codice della strada, c’è anche chi si è ingegnato per trovare soluzioni creative e intelligenti per bere, ma senza oltrepassare i limiti.

Fra le proposte più apprezzate è in testa la wine bag. Anni dopo le diatribe che avevano avuto come protagonista la doggy bag, la scatola per portare a casa il cibo avanzato al ristorante, si ritorna sul tema, ma questa volta parlando del vino. Una soluzione nata come un vero e proprio espediente salva-patente. Ci si concede un calice di vino, e si porta a casa ciò che non si è consumato.

“Portami a casa” è l’evoluzione griffata studiata da Assoenologi per trasportare il vino avanzato in shopper personalizzate e marchiate. Riccardo Cotarella, presidente dell’associazione, definisce questa misura come “una risposta concreta alle preoccupazioni di un settore che sta affrontando una fase di incertezze”. Un modo per far fronte alla percezione di queste nuove norme che sembra riportare indietro di qualche anno.

Non è passato così tanto tempo da quando si facevano corse in farmacia per accaparrarsi gli ultimi tamponi rimasti. Lo stesso sta accadendo oggi con gli alcol test. Il timore di vedersi ritirare la patente è alto, ma non tanto da impedire qualche bevuta in compagnia. Per fronteggiare questo problema senza dire addio al vino ecco pronto l’etilometro fai da te.

Lo si trova, o almeno lo si trovava viste le razzie degli ultimi giorni, comodamente in farmacia e si basa sulla misurazione della concentrazione di alcol nel sangue. In commercio ne esistono due tipi: quello monouso, intorno ai 5 euro, e quello elettronico, sugli 80 euro.

Poteva essere una soluzione pratica, ma a una domanda sempre più crescente, è mancata essenzialmente l’offerta. Gli etilometri portatili e quelli usa e getta sono già merce rara e i rivenditori si trovano inermi dinnanzi all’assenza di disponibilità da parte dei grossisti.

Ma le alternative non finiscono qui. È il periodo d’oro anche per i produttori di birre e vini a basso contenuto alcolico. Chi li denigrava fino a poco tempo fa, ora non può far altro che ricredersi. Concedersi il piacere di una birra o di un vino senza dover far poi i conti con ritiri di patente è forse possibile con questo cambio di rotta anche a livello commerciale.

Le tendenze del mercato stanno portando alla modifica del tradizionale consumo di alcol in tutto il mondo. Lo dice anche l’Iwrs, l’International Wine & Spirits Research, autorità sulle bevande analcoliche. Confrontando i suoi ultimi studi con quelli ricavati da Bva Doxa per conto di AssoBirra, è possibile valutare la crescita delle bevande low alcol.

Il settore della birra si è mostrato più all’avanguardia in questo campo, offrendo prodotti analcolici o a basso contenuto alcolico già da diverso tempo. “È vero che il mondo degli alcolici sta cambiando, ma non per forza in negativo: oggi le persone sono più attente e il nuovo decreto ha solo accelerato questa tendenza. Per noi non è una crisi, ma uno stimolo a innovare”, affermano, ad esempio, i titolari Birrificio 17 di Castello di Godego (Treviso).

“Inoltre, lasciamo la porta aperta anche alla sperimentazione e all’innovazione: i nostri beer cocktail ne sono la prova. Eravamo i primi ad essere scettici, ma il risultato ha superato ogni aspettativa, trovando un perfetto equilibrio di sapori che tutti ci riconoscono”.

Iniziano ora ad emergere anche gin analcolici e bevande che riproducono l’effetto dell’alcol, pur essendone prive, con particolari combinazioni di specie botaniche.

La si fa passare come un cambio di gusto generazionale, ma è anche un far di necessità virtù viste le nuove regole stradali. Cosa che hanno fatto anche dei ridanciani autotrasportatori sparsi in giro per tutto lo stivale. Sono sorti dei servizi navetta su misura da parte di privati per offrire passaggi nei giorni festivi, e su prenotazione, “agli amanti del buon bere”. A volte sono gli stessi ristoratori a offrire questo servizio per superare l’ostacolo della posizione poco strategica del locale o anche solo per andare incontro al cliente.

Insomma, di questo nuovo Codice della strada si è detto di tutto e di più. Si sono fatte considerazioni errate, si sono dati pareri autorevoli, ma soprattutto si sono trovate soluzioni. Sì, perché l’italiano ama bere bene e vuole farlo senza troppi timori.


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