DI SERA IN CAMMINO ALLA SCOPERTA DELLA GRANGIA CISTERCENSE DI CAMPO IMPERATORE


SANTO STEFANO DI SESSANIO – Il racconto straordinario di un insediamento medievale della transumanza a Campo Imperatore, la Grangia Cistercense di Santa Maria del Monte, meta di una suggestiva passeggiata notturna in programma sabato prossimo, 1 agosto.

Guidati dall’accompagnatore di media montagna Lorenzo Baldi di Mountain Evolution e condotti sul piano storico dalla guida turistica Roberta Ianni, ci si ritroverà alle 17,00 al lago di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila). La difficoltà dell’escursione è media e si richiede un buon allenamento alle camminate in montagna.

“Andremo incontro al silenzio della notte rischiarata dalla luna, al silenzio delle montagne che il giorno vediamo risplendere nelle loro temerarie e vertiginose altezze e alle mura della memoria che resta della Grangia Cistercense di Santa Maria del Monte”, dicono gli organizzatori, tra cui Stefano Cardelli, architetto e imprenditore impegnato nello sviluppo dei piccoli borghi delle aree interne, in particolare nel Gran Sasso aquilano, tra gli organizzatori dell’escursione.

“La quiete del ‘Monisterio’ sarà possibile immaginarla nella sua solitudine e nel suo mistero e ci sembrerà di coglierne le tracce nei volti indefiniti dei monaci pastori, sulla scia di un’emozione che si rinnova e che testimonia di un silenzio nel cuore e di un ascolto dell’infinito”.

“Sentiremo lontano il belato del pascolo”, aggiungono gli organizzatori, “lo scampanio dei collari o il latrare dei cani che non interromperanno il silenzio perché agiscono sempre in un misterioso e tacito accordo”.

“I monaci cistercensi prediligevano luoghi remoti, solitari e spesso ostili per collocare la loro Grangia. Quella di Campo Imperatore, fra il prato del Bove e il lago di Passaneta è posta in posizione incantevole, fra pascoli e piccoli laghi, il modo ideale per allevare pecore”.

“E proprio questa attività divenne principale mansione dell’ordine cistercense”, raccontano gli organizzatori, “con risultati talmente prosperi da diventare grandi produttori di lana grazie alle loro ottime capacità zootecniche e di allevamento: le pecore nutrite meglio avevano un vello più corposo e pieno e in aggiunta erano molto talentuosi nella sua lavorazione. Proprio la lana determinò il loro soprannome di ‘Monaci bianchi’ perché era abitudine indossare indumenti neutri e non tinti, il che li distingueva da altri ordini bardati in scuro”.

“La Grangia fu luogo chiave della Transumanza, in essa monaci conversi e laici si occupavano del pascolo degli armenti organizzando il territorio in funzione produttiva, creando un grande centro di smistamento del bestiame intorno al quale gravitò una formidabile quantità di lavoro umano che dovette comportare impegnativi investimenti di capitale”.

“Durante il XII secolo la gestione normale della Grangia era affidata esclusivamente ai fratelli conversi, anche se al tempo dell’aratura o della mietitura si utilizzava frequentemente manodopera esterna. Venne richiesto con sempre maggiore frequenza l’aiuto degli abitanti dei paesi vicini”.

Il costo dell’escursione è di 25 euro comprensivo di trekking guidato da accompagnatore di media montagna, guida turistica e piccolo ristoro, a cui aggiungere 5 euro per il rientro in agribus.

Per informazioni e iscrizioni si può scrivere agli indirizzi mountainevolution@gmail.com o
laposta96@gmail.com, o contattare i numeri 340-7100218 o 335-8433720.

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