“DRAGHI PENSA SIA UN GIOCO, NON CI RIALZEREMO”: LO SFOGO DEL RISTORATORE TERAMANO DI SPOON


TERAMO – “È passato un anno e siamo ancora qui a combattere per tornare ad aprire le porte del nostro ristorante… sono mesi difficili, i più duri in quattro anni di attività soprattutto considerata l’assenza totale dello stato. Decreto ristori fermo al palo da gennaio perché in questo paese le piccole e medie imprese non contano nulla. Si spendono miliardi per tutelare i grandi gruppi, per salvare aziende decotte da anni ma quando si parla di noi si può sempre aspettare”.

È lo sfogo, affidato a Facebook, di Marco Cozzi, titolare del ristorante Spoon nel centro di Teramo, seppur giovane una delle insegne più importanti della ristorazione teramana, segnalata dalle più prestigiose guide di settore.

“Da marzo a gennaio abbiamo avuto aiuti, sicuramente pochi ma li abbiamo avuti e con dei debiti e tanta forza di volontà ci siamo tenuti in piedi”, racconta. “Oggi dopo un mese del governo Draghi subiamo l’ennesimo slittamento di una settimana del decreto sostegno (ex dl ristori), questo per noi e tantissime altre aziende vuol dire rischiare di non riuscire più a rialzarci ed un economista come Draghi dovrebbe saperlo ma fa finta che questo sia un gioco”.

“Avete fatto cadere un governo perché non era efficiente?! Bene, ma oggi a trenta giorni qualcuno mi dica quali sono questi grandi provvedimenti di questo governo ‘colto’. Trenta giorni per partorire un decreto per l’emergenza che nemmeno dopo una settimana risulta già essere inadeguato”.

“State facendo morire decina di migliaia di aziende per dei beceri giochi di potere”, rileva Cozzi. “Noi il nostro senso di responsabilità lo abbiamo dimostrato da subito, da prima dei vostri provvedimenti, ora vi chiedo il vostro senso di responsabilità e la vostra dignità di politici ed esseri umani l’avete mai avuta?”.

“Oggi, come troppo spesso ultimamente, rimpiango di aver speso forze, tempo e soldi in questo paese, e non per questa terra che amo più di qualsiasi altra cosa ma per aver messo la mia vita nelle mani di gente indegna come chi governa l’Italia”, conclude il ristoratore.

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