FASE 2, FIESA CONFESERCENTI CHIEDE ALLA REGIONE SOSTEGNI A FONDO PERDUTO


L’AQUILA – Per fronteggiare l’emergenza economica causata dall’epidemia del Covid-19, la Fiesa (Federazione italiana esercenti specializzati nell’alimentazione) Abruzzo e Molise ritiene importante e urgente l’attivazione di un tavolo straordinario delle attività produttive o una cabina di regia regionale.

È necessario che i rappresentanti delle Istituzioni, degli Enti, delle Associazioni d’impresa e dei sindacati, assumano la guida e la relativa responsabilità e facciano squadra per costruire un “Progetto di interventi” utile ad assicurare un futuro al tessuto economico dell’Abruzzo e del Molise.

Questa necessità – si legge in una nota – scaturisce dal fatto che le attività produttive hanno subito forti perdite e continueranno a subirne, in virtù della lentezza della ripresa, delle difficoltà e delle incertezze ad essa collegate. Le misure messe in campo dal governo centrale e dai governi regionali per assicurare liquidità alle imprese vanno accelerate e rese certe. Vi è la consapevolezza che le risorse individuate fino ad ora non basteranno a colmare i mancati ricavi e redditi.

La Fiesa Abruzzo e Molise, d’intesa con la Giunta nazionale, insiste con determinazione sul fatto che occorrono forme di indennizzo o finanziamento a fondo perduto, commisurati al valore dei mancati redditi, per dare la possibilità alle imprese ed agli imprenditori di non chiudere definitivamente. Per avviare la fase di riapertura in sicurezza occorre accelerare sui protocolli di sicurezza per dare modo alle imprese di adeguarsi.

Pertanto – prosegue la nota – è necessario anche mettere le Imprese in condizione di poter avere a disposizione i presidi medici necessari garantendone l’approvvigionamento in modo agevole e controllata, e sostenendo i costi dell’adeguamento attraverso credito d’imposta.

Per colpa del Covid-19, oggi siamo al “Punto 0” per le micro, piccole e medie Imprese. Significa che ogni azienda non è certa della sua ripartenza o di quando ripartirà, per la mancanza di certezze: quale situazione economica le aspetta? Quale mercato avranno difronte? È come se queste dovessero iniziare una nuova attività con l’incubo di un andamento negativo per i prossimi tre anni (o è meglio dire: per i primi tre anni!) di attività.

Per questi motivi la Fiesa ritiene che, nella “Seconda” e/o “Terza” fase post Covid-19, alle Pmi non è assolutamente utile la sospensione delle pendenze regionali. Occorre, piuttosto, un vero e proprio “azzeramento” di imposte, tasse e contributi previdenziali obbligatori, oltre che delle riscossioni e sanzioni in corso, almeno per tutto l’anno 2020. Bisogna dare la possibilità alle imprese di ripartire, per questo l’Associazione di categoria insiste nel sostenere che le Pmi non possono accettare la pura e semplice sospensione per poi pagare in futuro per incassi non avuti in questo periodo.

Per tutte queste cose, una cabina di regia regionale, o il tavolo straordinario, dovrebbe avere lo scopo di elaborare un piano di azioni di rilancio o “ripartenza” delle attività produttive, con adeguati e snelli provvedimenti regionali con risorse da impegnare con Determinazioni dirigenziali o, al massimo, con provvedimenti di Giunta Regionale.

La proposta è quella di strutturare il Programma di azioni individuando le priorità, anche in funzione dei fondi a disposizione: azioni per l’immediato; azioni a medio termine funzionale alla progressiva riapertura delle attività; azioni a lungo termine, utile a dare stabilità al sistema economico (azioni mirate alle attività commerciali, produttive e lavoro autonomo).

Per l’immediato, si richiedono interventi di liquidità per ristorare le perdite subite dalle aziende e dai professionisti, per definizione non correttamente finanziabili con il ricorso al debito. Si tratta, pertanto, di un “Contributo a fondo perduto”, immediatamente esigibile ed erogabile a seguito di autocertificazione. Il Contributo dovrà essere tarato in funzione delle perdite effettivamente subite dall’operatore economico.

In sintonia con questo livello di azioni, si richiedono interventi di liquidità volti a mantenere efficiente la struttura finanziaria degli operatori economici al fine di trovarsi pronta alla ripartenza effettiva dell’attività.

Alla base delle richieste, altrimenti non avrebbe senso alcun intervento, deve esserci il fatto che la “Liquidità immediata per le imprese” deve essere accompagnata da procedure agili e veloci, con semplificazione delle istruttorie e sospensione di vincoli ed adempimenti imposti anche da norme comunitarie (ad esempio quelle legate al rating o alla responsabilità fiscale e contributiva).

La Fiesa Abruzzo e Molise chiede che le Regioni prevedano e istituiscano un “Fondo di emergenza per gli stagionali” e che siano raggiunte dagli aiuti soprattutto categorie quali “Stagionali per il Settore Turistico”, “Stagionali del Settore della Ristorazione” e “Stagionali dell’Artigianato alimentare”.

La fase finale dovrà essere caratterizzata da interventi volti al rilancio dell’economia: contributi agli investimenti privati; sviluppo degli investimenti pubblici; agevolazioni ai consumi; valorizzazione delle produzioni locali; investimenti per la valorizzazione del “Made in Abruzzo”, per le Filiere del Settore Agroalimentare, dell’Artigianato alimentare e degli Esercizi di vicinato; istituzione di un “Fondo di garanzia regionale” per la rinegoziazione dei canoni di locazione attività produttive, commerciali e professionali; azioni di comunicazione e promozione.

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