FESTA DELLA MONTAGNA, GRAN SASSO ANNO ZERO CRITICA IL COMUNE DELL’AQUILA


L’AQUILA – “Non c’è limite all’ipocrisia. Verrebbe quasi da ridere, se la vicenda non fosse così grave, a leggere le parole del consigliere comunale D’Angelo sulla scelta dell’amministrazione comunale di porre fine all’esperienza del Festival della Montagna, tagliando fuori l’associazione Gran Sasso Anno Zero ideatrice e organizzatrice dell’evento, e trasformando l’evento in una fantomatica ‘Festa della Montagna’ di cui non si sa ancora nulla, se non che sarà coordinato dallo stesso D’Angelo con l’ausilio del parlamentare di Forza Italia Gaetano Quagliarello (di cui forse per nostra mancanza ignoriamo le competenze legate alla cultura della montagna e all’alpinismo)”.

Così in una nota l’associazione Gran Sasso Anno Zero, che negli anni scorsi ha organizzato il Festival della Montagna, replica alle affermazionI di Daniele D’Angelo, consigliere comunale dell’Aquila delegato allo sviluppo della montagna e all’organizzazione della Festa della montagna in programma il 4, 5 e 6 ottobre.

“D’Angelo sostiene che ‘quest’anno si è voluta fare una scelta diversa, in modo tale che non ci fossero equivoci e che l’operato fosse chiaro e trasparente’. Talmente trasparente che il sindaco Biondi e D’Angelo non hanno neanche avuto la correttezza di comunicare direttamente a Gran Sasso Anno Zero questa scelta, decidendo di distruggere il progetto del Festival della Montagna senza fornire alcuna spiegazione, nonostante il successo incredibile delle passate edizioni, la professionalità del lavoro svolto e la totale sostenibilità e trasparenza (questa volta sì!) della rendicontazione e gestione dei fondi”.

“La cosa più grave – continua la nota – è che con questa decisione si pone fine ad un percorso che aveva coinvolto tantissimi giovani professionisti della montagna, realtà attive sul territorio, operatori ed appassionati, decidendo invece di mettere questo progetto nelle mani della politica e di personaggi che con la montagna non hanno nulla a che fare. Viene in tal modo vanificato tutto il lavoro fatto in termini di visibilità e promozione legati al marchio Festival della Montagna (compresi il sito e i canali social con migliaia di contatti), spazzando via anche opportunità di lavoro (ora disattese) per tanti giovani del settore coinvolti coralmente dal comitato precedente e azzerando possibilità di ricadute economiche sul territorio”.

“Questa operazione di trasparente non ha proprio nulla, neanche sotto il profilo amministrativo, considerando che i fondi Restart erano stati già stanziati per il Festival della Montagna 2019, sulla base proprio di un progetto consolidato ed in continuità con il successo degli eventi degli scorsi anni, il cui comitato organizzatore (di cui Gran Sasso Anno Zero fa parte) è ancora in carica fino al dicembre 2019”.

“In base a quali valutazioni il sindaco Biondi e D’Angelo hanno scelto di cancellare tutto ciò e creare la nuova cosiddetta ‘Festa della Montagna’? In base a quali criteri sono stati nominati i membri di questo nuovo comitato, che ad un mese dall’evento non ha ancora comunicato una bozza di programma?”.

“Ricordiamo inoltre al sindaco Biondi e al consigliere D’Angelo che nel frattempo molti operatori, tra cui la stessa Gran Sasso Anno Zero, che hanno lavorato per la passata edizione, a quasi un anno di distanza, devono ancora essere retribuiti per il lavoro svolto, tra l’altro proprio per il mancato flusso di cassa legato ai fondi Restart!”, continua la nota.

“Le dichiarazioni rilasciate da D’Angelo che suggeriscono un’equivalenza tra lavoro giusto=lavoro gratuito e lavoro sbagliato=lavoro retribuito, sono il segnale di un’amministrazione miope incapace di cogliere l’importanza di progetti strategici per il futuro di una città che ha bisogno di competenze eccellenti e non di logiche clientelari”.

“Si vuole mettere fine ad un progetto non solo altamente qualitativo ma fondamentale per la nostra città che tutti vogliono, a parole, rendere riferimento assoluto della montagna appenninica ma dove nei fatti la politica lascia da soli i ‘veri’ operatori del settore”.

“Come Gran Sasso Anno Zero – conclude la nota – continueremo a lavorare su tanti e altri progetti validi e ci batteremo per far riportare in città il format originale del Festival, ormai divenuto un appuntamento conosciuto (nel nome e nella forma originale) a livello nazionale e atteso da tutti i cittadini che ad oggi aspettano un vero e proprio Festival, e non una festa, della montagna”.