GELATE TARDIVE, IN BORGOGNA FALÒ TRA I FILARI PER SALVARE I VIGNETI


BEAUNE – Sono tornati ad accendersi i falò tra i pregiati vigneti della Borgogna, dove le basse temperature, nonostante la primavera inoltrata, rischiano di compromettere il raccolto.

Era accaduto già nel 2016 e, prima ancora, nel 2012 e nel 1991 e nel 1994, ricordati come anni orribili, quando il freddo notturno aveva letteralmente “fulminato” sul nascere gemme e bottoni dei vitigni.

“Coraggio a tutti i viticoltori che lottano contro il gelo da 2 giorni per salvare il loro raccolto – scrive sulla sua pagina Facebook La Carte des Vins s’il vous plaît, azienda specializzata nella progettazione di carte viticole – . Qui in Côte de Beaune dove le candele sono accese nelle fila per riscaldare la temperatura”.

A differenza della grandine che colpisce piccole e ben localizzate aree stimabili in pochi ettari, il gelo è sempre un fenomeno su vasta scala, non risparmia quasi nessuna coltura in fase di accrescimento. Spietato con i vigneti di fondovalle, quando raggiunge punte così basse è senza opposizione una vera calamità biblica per le coltivazioni.

Nel 2017 le gelate colpirono anche alcune aree dell’Abruzzo: vigne coperte, coltivazioni protette da teli e balle di fieno date alle fiamme per mitigare le temperature, agricoltori e viticoltori della Valle del Tirino e della Valle Peligna corsero così ai ripari per scongiurare effetti nefasti sulle coltivazioni dalle gelate.

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