“GOCCIA DI CANAPA”, DA UNA TRADIZIONE MILLENARIA UN LIQUORE DI DELICATA NATURALEZZA


ISOLA DEL GRAN SASSO D’ITALIA – C’era una volta, tanto tempo fa, una sarta che a Forca di Valle, nel Comune di Isola del Gran Sasso (Teramo), seguiva un antico tratturo per arrivare al “fosso” a lavorare la canapa che coltivava nei campi. La canapa era un tessuto molto resistente e poteva essere lavorata meglio sfruttando l’acqua del fiume.

Quella sarta oggi è nonna Letterina, che attraverso i suoi racconti ha trasmesso ai nipoti Alessandro e Manuel Di Stefano una passione decennale, reinterpretata magistralmente in una ricetta inedita ed esclusiva, per un liquore di pura naturalezza, Goccia di Canapa.

L’idea nei due fratelli è nata proprio dagli infiniti aneddoti della nonna, dalla voglia di tornare a valorizzare un prodotto unico, la cannabis sativa, e dal continuo desiderio di sperimentazione che già mettevano in pratica al meglio nella loro attività principale, la gestione del ristorante La Goccia nella frazione di Trignano.

I fiori utilizzati per il liquore vengono raccolti a mano e selezionati dall’azienda Hemp Farm di Tortoreto (Teramo), specializzata nella coltivazione di cannabis da fibra. Privati delle foglie e dei semi vengono poi essiccati e messi a macerare in alcol puro di frumento. La macerazione avviene a temperatura controllata, in frigo, in modo che gli oli essenziali si leghino all’alcol senza disperdersi.

Dopo diversi giorni i fiori vengono filtrati con un setaccio a maglia larga, in modo da lasciare intatti i terpeni presenti nell’infusione e conferire al prodotto un aspetto leggermente torbido, dovuto all’estrema naturalezza del procedimento.

I profumi nella macerazione restano inalterati e non serve che aggiungere e dosare sapientemente gli ultimi ingredienti, acqua, zucchero e miele, rigorosamente a km zero. Il miele, che potrà essere di ciliegio, di acacia o millefiori, è diverso ad ogni produzione, perché varia al variare del posizionamento delle arnie da parte dell’apicoltore di fiducia.

In passato la coltivazione agricola della canapa era molto diffusa nelle zone medio-europee per la sua facilità a crescere anche su terreni difficili da lavorare e per la quantità di prodotti che se ne ricavavano, fibre tessili, carta, olio e mangimi per bestiame, fra tutti.

La coltura della canapa per usi tessili ha un’antica tradizione nel nostro Paese e si fa risalire all’espansione delle Repubbliche Marinare, che la utilizzavo per le corde e le vele delle loro flotte di guerra.

Ma il periodo di massima espansione, in Italia, si è avuto agli inizi del ‘900, garantendo alla nostra Nazione il secondo posto tra i produttori mondiali.

Gli ultimi passaggi prima che Goccia di Canapa sia pronto prevedono il riposo, per mesi, a seguito del quale avviene l’imbottigliamento e di nuovo il riposo in posizione orizzontale, avendo cura di girare le bottiglie, un po’ come si fa per il vino.

Nulla è lasciato al caso per far conservare al prodotto la naturale artigianalità.

Sulle etichette è raffigurata l’erba officinale, presa direttamente da un libro di botanica e la numerazione delle bottiglie è fatta a mano.

Ogni bottiglia viene fornita con un sacchetto di canapa che può fungere anche da pacchetto regalo.

Il progetto Goccia di Canapa ha visto la collaborazione di più individualità fra amici e professionisti. Il fotografo Mariano Merli, la modella Maria Pia De Meo, la make-up artist Federica Facciolini, il light designer Raffaele Guglielmo, il sales manager Pierangelo Misantone, la project manager Francesca Sfrattoni e l’esperto di comunicazione Domenico Delli Compagni, alias Dellimellow. Dando vita anche una serie di video in collaborazione con il blogger Michele Capuano, alias Miki Moz del Moz O’Clock, sulla riscoperta della cannabis in tutte le sue sfaccettature.

A breve la realizzazione di un novo prodotto, sul quale i fratelli Di Stefano non vogliono svelare i dettagli ma che promette sorprese.