I B&B ESCLUSI DAL BONUS VACANZE: “ERRORE PER L’ECONOMIA ITALIANA”


L’AQUILA – “Bed and Breakfast, affittacamere, case vacanza, locazioni turistiche e locazioni brevi coprono come numero di camere il 55% dell’ospitalità Italiana. Per la loro dimensione, localizzazione, stagionalità e soprattutto giro d’affari, la maggior parte delle strutture extralberghiere opera in forma non imprenditoriale, perfettamente in linea con la legge dello Stato che disciplina le attività saltuarie e pagando le medesime tasse e tributi, se non a volte di più, delle strutture imprenditoriali”.

Lo afferma Giambattista Scivoletto, amministratore Bed-and-Breakfast.it e promotore e cofondatore del Gruppo Associazioni Extralberghiere denunciando come “da un nostro sondaggio è emerso anche che il 73,6% di queste attività non ha avuto accesso nemmeno a nessuna delle misure di sostegno per le famiglie”.

“Stiamo parlando di strutture regolarmente censite, con una Scia, che assolvono all’obbligo della segnalazione degli alloggiati alla Polizia, che segnalano i flussi turistici alle Regioni e all’Istat, e che ormai nella quasi totalità dei casi ricevono pagamenti tracciabili sulle Ota (agenzie online) con una possibilità di evasione minima, inferiore sicuramente a quella fisiologica di tantissime altre attività produttive”.

“Il settore extralberghiero”, rileva Scivoletto, “è quindi un pilastro dell’economia nazionale, che produce buona parte del Pil turistico attraendo milioni di nuovi viaggiatori, così come hanno fatto le compagnie aeree low cost, e generando di riflesso un’economia diffusa e capillare che arricchisce tutto il Paese”.

“Sebbene il giro d’affari del settore extralberghiero non sia grandissimo, ad esempio quello dei 30.000 B&B Italiani è di soli 350 milioni di euro, l’effetto leva sul Pil  turistico è enorme: aerei, treni, autobus, autonoleggi, musei, gallerie, ristoranti, negozi, taxi, guide turistiche, souvenir”.

“L’extralberghiero per la sua capillarità porta ricchezza in abbondanza anche e soprattutto nell’Italia turistica ‘minore’, nei borghi, in località che altrimenti rimarrebbero sconosciute, ovunque non è conveniente aprire un’attività alberghiera”.

“Con tutto ciò l’intero settore extralberghiero non imprenditoriale, che è la maggioranza, non è stato assolutamente considerato nelle azioni di ristoro messe in campo dal Governo per i settori dell’economia italiana, come se fosse un settore marginale e trascurabile”.

“Si aggiunga poi anche l’esclusione dal Bonus Vacanze. Le strutture ricettive che non hanno partita iva, il 70% dei B&B ad esempio, sono state escluse da quello che ci sembra l’unico intervento di sostegno al turismo Italiano”, continua Scivoletto, per il quale “è un grave errore per l’economia turistica, e se la crisi dovesse prolungarsi, sicuramente porterà alla chiusura definitiva di moltissime di queste attività”.

“Il danno che si creerà per l’economia non sarà limitato alla sola scomparsa di queste strutture familiari, come magari qualcuno si augura, bensì ridimensionerà tragicamente quell’incredibile indotto che queste strutture riescono a generare attorno a sé”.

“Il gestore di B&B non ti dà solo ospitalità e colazione, ma ti introduce e accompagna nel viaggio consigliandoti come un vecchio amico. È il primo ambasciatore nei confronti dei visitatori del nostro paese. A questo è dovuto il successo dell’ospitalità familiare nel mondo ma soprattutto in Italia, più che in tantissimi altri paesi”.

“Il Bed and Breakfast e l’ospitalità familiare in genere, si è diffusa in Italia molto più che in altri paesi, proprio per le caratteristiche del gestore, dell’oste italiano, che i viaggiatori di tutto il mondo apprezzano sopra ogni altra cosa. “Vivere” insieme agli Italiani è uno dei ‘plus’ che il nostro paese può offrire ai turisti di tutto il mondo. L’Italia ha questa fortuna, e la deve sfruttare!”.

“Chiediamo che l’extralberghiero, soprattutto quello non imprenditoriale, venga considerato per quello che è: una risorsa importantissima del settore turistico nazionale che concorre alla produzione del Pil come e forse più di tutti gli altri attori”, insiste Scivoletto.

“E ciò significa anche trovare una soluzione urgente per ricomprenderlo all’interno del bonus vacanze, magari – come lo immaginiamo nei nostri sogni più proibiti – un bonus rimodulato in modo che diventi veramente un’iniezione di liquidità per il settore turistico che è da più di sei mesi che non vede un ospite e che quest’anno difficilmente genererà un reddito tale su cui poter richiedere un credito d’imposta”.

“Sicuramente saranno in tantissimi a richiederlo, ma saranno pochissimi a redimerlo: su 15.000 B&B interrogati solo 390 lo accettano”, conclude Scivoletto. “Le stesse percentuali ci sono anche nel settore alberghiero: sul sito di Federalberghi lo accettano 1.328 hotel. Siamo a percentuali del 3 o 4% al massimo”.

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