IL COSPA: “I SACERDOTI DELL’AMBIENTE, GLI ORSI IN GALLERIA E…IN FUNIVIA”


OFENA – “Ho letto con piacere l’articolo con il quale l’Ente Parco nazionale d’Abruzzo, i cui vertici sono da sempre i principali alleati ambientalisti dei giardini pensili o meglio ribattezzati i sacerdoti dell’ambiente, denuncia il deleterio fenomeno del turismo sporcaccione e maleducato, alla faccia dell’enfasi con la quale vengono urlati i 100.000 turisti a Campo Imperatore. Questo è il tipo di turismo che, a bene intenderci, hanno voluto coloro i quali stanno devastando l’intero territorio montano con opere come la famigerata galleria del monte Serralunga a Rocca di Cambio nel Parco regionale Velino Sirente: dopo i soldi spesi per il progetto Orso, negli stessi luoghi si è costruita, per l’appunto, una galleria abusiva”.

Lo afferma in una nota il portavoce del Comitato spontaneo degli allevatori Cospa, Dino Rossi.

“Continuando a parlare del simpatico orso bruno d’Abruzzo e di quanto non è stato fatto per la sua tutela e per l’incremento della popolazione residua, in realtà ormai vicina all’estinzione, è istruttivo conoscere altri fatti sottaciuti ai più dagli infingardi…. sacerdoti dell’ambiente. Rimanendo in tema di grandi opere altamente impattanti, realizzate ex novo su territori di alto pregio naturalistico, vengono in questione i lavori per la realizzazione della nuova impiantistica sciistica, eseguiti circa quattro anni or sono nel comprensorio di Roccaraso-Aremogna, all’interno e nelle aree immediatamente limitrofe al Sic denominato Parco nazionale d’Abruzzo individuato con la sigla IT 7110205, costati alla collettività ca 22 milioni di euro”.

“A tal proposito”, rileva Dino Rossi, “è sufficiente guardare attentamente la Carta delle Aree Protette della Giunta regionale, Struttura speciale di Supporto–Sistema informativo regionale/Servizio infrastrutture statistiche geografiche, per porsi due logiche domande. Nel concreto su tale cartografia ufficiale, sia in legenda che nella pratica rappresentazione grafica delle aree, e in particolare dei così detti Sic, viene omessa la citazione e la rappresentazione cartografica del sopra citato Sic, il più importante dei 54 presenti in Abruzzo!”.

“Roba da far venire la pelle d’oca in Abruzzo l’abilità di far scomparire magicamente interi siti di interesse comunitari tanto da fare fessi anche sacerdoti dell’ambiente visto che tacciono. Infatti ne vengono riportati solo 53 anziché 54 com’è invece nella pratica realtà giuridico-amministrativa”, aggiunge.

“Per inciso è da notare come sull’indicata cartografia ufficiale viene apposta in bella evidenza la seguente dicitura: ‘La delimitazione delle Aree Protette alla scala 1/100.000 è stata desunta dalla documentazione ufficiale resa disponibile dai rispettivi Enti Gestori (nel caso di specie l’Ente autonomo Parco nazionale d’Abruzzo, ovvero il Ministero dell’Ambiente) che ne restano gli unici referenti’! Bene, anzi male, sorgono spontanee le domande: 1) I lavori eseguiti all’interno e nelle immediate vicinanze del Sic Parco nazionale d’Abruzzo hanno avuto l’autorizzazione prevista dalla normativa relativa alla Via e alla Vas? 2) E se sì, questa è stata rilasciata dal Ccr Via della Regione Abruzzo o più semplicemente solo dal Comune di Roccaraso?”.

“Tutto ciò detto è da considerare sempre alla luce di quanto non è stato fatto per la tanto sbandierata tutela del plantigrado a noi caro, addirittura nel suo territorio di massima elezione biologica, e di quanto invece si è pretestuosamente fatto in altre materie al falso scopo della sua tutela con l’unico risultato concreto di arrotondare i conti dei soliti…sacerdoti dell’ambiente”, conclude Rossi.

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