IL FONDO DELLA SALSA: NEVE E PEONIE VISTA MARE


CASTELLI – La passeggiata che conduce al Fondo della Salsa è caratterizzata da un ottimo rapporto fatica/spettacolarità del paesaggio.

Il sentiero parte dalla strada provinciale che da Castelli (Teramo) conduce a Rigopiano (Pescara) quando, superate tutte le contrade di Castelli, prima di un tornante a sinistra si trova un’area di sosta. Sulla destra ci sono dei cartelli e dei tavoli da pic-nic.

Ci si inoltra nella faggeta, si prosegue nel bosco attraversando un paio di fossi e costeggiando il torrente del Fosso Morto. Si risale fino alla Fonte dei Signori quando ci si immette nei prati e si giunge a quello che resta del monumento in ceramica dedicato a Piergiorgio De Paulis, promettente alpinista aquilano che morì diciannovenne, nel dicembre del 1974, mentre tentava, con due compagni, di scalare la parete Nord del Camicia.

È proprio quello lo spettacolo che ci si trova davanti a questo punto del percorso: la parete con i suoi 1400 metri di altezza, le sue cascate di acqua, provenienti dai nevai pensili è una visione di rara suggestione che termina verso l’alto con le balconate che si stagliano nel cielo.

Visitandola a maggio non è raro poter ammirare dei fiori tipicamente primaverili a pochi metri di distanza dal nevaio che in passato sopravviveva tranquillamente all’estate, oggi difficilmente accade, ed era utilizzato per prelevare e commercializzare il ghiaccio.

È bene prestare molta attenzione ed evitare di addossarsi eccessivamente alla parete perché si verificano crolli con relative scariche di materiale roccioso, neve o ghiaccio. Basta poi ruotare la vista di 180 gradi e all’orizzonte vedrete il mare.

Per il ritorno il percorso è il medesimo, complessivamente si impiegano circa due ore e mezza per un dislivello in salita di 400 metri.

È consigliabile fare un giro per Castelli, uno dei borghi più belli d’Italia, con le sue caratteristiche ceramiche, che attraversa un momento decisamente duro per le conseguenze degli ultimi terremoti. Una parte del paese è inagibile quindi per alcuni negozi che sono riusciti a riprendere la loro attività, altri vivono ancora momenti di grossa difficoltà.

Ai bordi della strada di accesso al paese si trovano delle strutture in legno che ospitano delle botteghe con i loro manufatti. In fondo al viale di ingresso è esposto un forno “a respiro” (quando funziona, emette rumori simili al respiro umano) di invenzione castellana, utilizzato per la cottura della terracotta e alimentato con legno di faggio.

Il funzionamento, in occasione dell’escursione organizzata e guidata da Ferdinando Lattanzi (http://abruzzomountainswild.com/) a maggio 2017 è stato illustrato da un giovane castellano.

Poco fuori il borgo si può ammirare la chiesa di San Donato, una piccola chiesa di campagna, nota per il suo soffitto maiolicato, realizzato all’inizio del Seicento con quasi ottocento maioliche di arte castellana. L’arte viene ancora oggi tramandata grazie alla presenza dell’Istituto d’Arte per la Ceramica F.A. Grue, che vanta ottimi rapporti con le imprese artigiane del posto dove gli studenti vengono accolti per i loro stage.

Nell’ambito di una giornata all’insegna dell’arte, dell’artigianato e della natura (anche passeggiando per il paese si gode del verde del panorama del Gran Sasso teramano) per il pranzo è consigliato il Ristorante 4 Vadi, situato nella Contrada San Rocco, dove potrete gustare un’ottima cucina tradizionale che fa uso, raccolta permettendo, dei tartufi provenienti dal vicino bosco, degli olaci, ugualmente raccolti nelle vicinanze e di altri eccezionali prodotti tipici della zona. Ilaria Di Marco

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