IL JAZZ SALUTA L’AQUILA, IL PIANO SOLO DI DANILO REA, ALFA E OMEGA DELLA SETTIMA EDIZIONE


L’AQUILA – Impressioni e improvvisazioni sui tasti del pianoforte a coda sistemato sul palco della Scalinata di San Bernardino, set scelto per i concerti serali, nella due giorni aquilana del “Jazz italiano per le terre del sisma”, ultimo segmento della settima edizione della maratona jazz. Al piano solo di Danilo Rea il compito di scaldare la platea, temprata da un’escursione termica accentuata dai rovesci pomeridiani. Condizioni meteo che, comunque, hanno consentito agli organizzatori – pur tra ritardi e “piani B” – di portare avanti il programma musicale.

Al pianista romano l’alfa e l’omega della manifestazione, partita il 28 agosto da Camerino (Macerata) proprio con un suo concerto, evento di chiusura, peraltro, della 35esima edizione del Festival locale i cui binari si sono incrociati proprio con il “Jazz italiano per le terre del sisma”. La Marcia solidale ha poi attraversato i paesi di Fiastra e Ussita per le provincia di Macerata, per poi attraversare Castelluccio e Norcia (Perugia), Accumoli, Amatrice (Rieti) alla volta del capoluogo. Ieri l’arrivo in centro, scandito dalle note del Reunion Saxofon Quartet a dare il via alla kermesse dei 12 palchi.

Commistione di generi, canzoni note e omaggi velati a De André, Chico Buarque, Beatles e altri grandi della canzone internazionale cercano una sintesi nelle improvvisazioni di Rea, con un percorso accompagnato da immagini video quasi chiamato a rappresentare le scelte artistiche di un intero festival. Compito peraltro arduo visto il materiale messo sul tavolo da Paolo Damiani (violoncellista e contrabbassista), Rita Marcotulli (pianista) e Alessandro Fedrigo (bassista) i tre direttori artistici dell’edizione 2021.

Il loro lavoro raccoglie il testimone di Paolo Fresu, al timone dal 2015 fino al 2019, prima di passare il testimone. Un’edizione fatta di movimento protagonista non solo nella performance ideata da Virgilio Sieni, ma anche nell’appuntamento con Israel Varela e Karen Lugo “Made in Mexico”, la danza intesa come elemento ritmico musica oltre che fisico.

Non sono mancati nomi importanti come Maria Pia De Vito, John De Leo, Roberto Gatto, Pietro Tonolo, sassofono solista ospite in uno degli appuntamenti crossmediali “Un Ponte del Nostro Tempo”, con regia Raffaello Fusaro che racconta la ricostruzione del ponte Morandi a Genova con le sonorizzazioni dal vivo proprio a cura di Tonolo.

Un’edizione che si è proposta anche come omaggio a Giacomo Balla. di cui si celebrano i 150 anni dalla nascita, con un programma aperto anche a progetti multimediali, performance di danza, fotografia, letture, interazioni con video, musica elettronica, iniziative per bambini, premi, tavole rotonde, presentazione di libri, produzioni originali, residenze. Altro omaggio a Giorgio Gaslini, a cui è stato assegnato il premio alla memoria.

Interessanti i premi alla carriera conferiti (Dino Betti van der Noot, Lucio Fumo, Claudio Fasoli, al fotografo Giuseppe Pino). Riconoscimenti anche ad Attilio Sepe per “giovani visionari” e Francesco Mariotti “nuove direzioni”.

Loop station ed effetti digitali hanno arricchito varie performance tra cui quella di Luca Ciarla, in un esibizione in solitaria con violino ed elettronica dal titolo solOrkestra. Il suo stile inconfondibile lo ha portato ad esibirsi con successo in festival e rassegne concertistiche di jazz, classica e World Music in quasi 70 paesi al mondo. Violinista di origini termolesi, si è formato e ha lavorato in pianta stabile negli Usa e ad Hong Kong, dove – all’inizio del 2003 – fece i conti anche con le ripercussioni in Asia dell’epidemia Sars. Degno di nota anche il concerto di Anais Drago Solitudo, premiata da Andrea Micciché, presidente di NuovoImaie, col riconoscimento Taste of Jazz al Ridotto del Teatro comunale.

Sperimentazione anche in apertura della giornata di oggi. Sul palco allestito di fronte a uno dei luoghi simbolo della tragedia dei sei aprile, la Casa dello Studente, è salita Ludovica Manzo con “Serpentine”, performance musicale per voce sola. Un percorso artistico che si propone come un viaggio sinestetico. Un tragitto non lineare che l’artista crea utilizzando la voce come principale sorgente sonora. Un flusso continuo frutto dell’esplorazione timbrica della voce nuda. Jazz anche alla Bottiglieria Lo Zio, con Leonardo Mezzini Organ Trio e Sudden Trio, due gruppi straordinari.

Il sistema delle prenotazioni e le disposizioni covid hanno scoraggiato un bel po’ di persone, anche se poi la risposta complessiva della città non si è fatta attendere. Segnalazione doverosa, da parte di Dario Verzulli, presidente di Abruzzo Autismo Onlus, la scelta di posizionare nuovamente il box di accoglienza alla Fontana Luminosa, proprio sui parcheggi per disabili: “Non si può parlare di manifestazione inclusiva e poi occupare tre stalli”.

LE FOTO DELLE DUE GIORNATE

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