IL LATTE AQUILANO DI GIORGIO AMMANNITO, LA FILIERA CORTISSIMA DA PRIVILEGIARE


L’AQUILA – Le mucche hanno ognuna un nome proprio e vengono allevate allo stato brado, in condizione di assoluta libertà di pascolo, sui prati verdi delle campagne della frazione di Sassa, a pochi chilometri dall’Aquila.

È qui che l’allevatore Giorgio Ammannito, uno dei pochi produttori di latte rimasti nella zona, ogni giorno da oltre venti anni, accompagna le sue mucche dalla stalla al pascolo circostante. L’azienda agricola Ammannito è una piccola realtà artigiana che conta circa quaranta capi.

Un’attività che in occasione della Giornata internazionale del latte, istituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura per riconoscere l’importanza del latte come alimento globale, assume un significato ancora più importante visto che nella conca aquilana, un territorio naturalmente vocato alla pastorizia, con la chiusura della Centrale del latte il cui marchio sopravvive grazie a una cordata di imprenditori umbri, il commercio di latte aquilano è cosa per pochi.

“Una produzione ridotta ma di altissima qualità” dice a Virtù Quotidiane Giorgio, alle prese con un vitellino appena nato che a stento riesce a stare in piedi.

Il latte viene munto tutti i giorni, a mano, così come si faceva una volta, per poi essere consegnato ai pochi caseifici che della filiera corta, anzi cortissima, ne fanno una questione politica. La differenza sta nella materia prima, il latte, frutto di un allevamento artigianale in sintonia con la natura.

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