IL SOGNO SVANITO DELL’ALBERGO DIFFUSO A SAN DONATO DI TAGLIACOZZO, APPELLO PER RILANCIO


TAGLIACOZZO – Percorrendo la strada provinciale n. 4 che lambisce l’ippodromo comunale di Tagliacozzo (L’Aquila), giungendo alla frazione di San Donato si può notare sul costone della montagna un villaggio, perfettamente integrato nella natura dell’Appennino abruzzese.

Si tratta del Villaggio La Porta, mille metri sul livello del mare, tra il Parco Sirente-Velino e i Monti Simbruini-Ernici

Da tempo totalmente abbandonato, si compone di case in pietra arroccate su un pendio roccioso. Alla sommità del pendio il Castello diroccato dei Colonna, risalente al 1188.

Circa vent’anni fa, alla fine degli anni Novanta, la società La Porta ha intrapreso un progetto di recupero del patrimonio, acquistando i fabbricati e iniziando i lavori per restituire il borgo alla vita mantenendo le caratteristiche che lo avrebbero reso un posto ambito da chi cerca rifugio dai ritmi elevati della vita quotidiana, godendo di panorami meravigliosi e della possibilità di fare passeggiate o escursioni di diverso livello.

Dotato di “una sorta di sistema nervoso cibernetico modernissimo innestato nel tessuto antico del villaggio”, si legge in una brochure sbiadita dell’epoca, in un paragrafetto dall’emblematico titolo “Villaggio telematico”.

L’intervento che si voleva realizzare consisteva nel recupero dell’antico abitato nel rispetto delle tecniche e dei materiali originali.

“Al momento i lavori di recupero sono fermi da circa 8 anni per mancanza di fondi”, spiega a Virtù Quotidiane Valentina Di Marcello di San Donato, figlia di Luigi, uno degli imprenditori locali che hanno pensato al progetto di riqualificazione del villaggio insieme ad Alberto Di Giovanni e all’ingegnere di Avezzano Paolo Santoro.

“Auspichiamo di poter trovare nuovi investitori che si innamorino del nostro progetto e che possano fornire il giusto sostegno per riprendere i lavori, adeguandoli ai molti anni passati dall’inizio del progetto”, dice.

Il progetto iniziale prevedeva la dotazione del villaggio di infrastrutture tecnologiche che consentissero agli ospiti di restare in contatto col mondo, lavorando in remoto, cosa che oggi ognuno può fare con un pc portatile e uno smartphone.

Una volta completata la ristrutturazione, il borgo conterebbe 43 alloggi di diverse tipologie, una pensione con locanda, bar-gelateria, parco giochi e belvedere.

“Attualmente il complesso è zona di passaggio del Cammino dei Briganti”, fa presente la Di Marcello, “nel tratto che va dal Casale le Crete a Santo Stefano ed è nelle intenzioni dei proprietari dotare il villaggio di spazi adatti alla ricettività per i camminatori, infatti ringraziamo gli ideatori del Cammino che hanno valorizzato la nostra terra, dando vita a vecchi borghi abbandonati”.

“La motivazione che ci spinge a non mollare è quella di far rivivere San Donato partendo dai resti del vecchio paese – aggiunge – non vorremmo essere gli unici a pensare che questa sia una zona ricca di storia e di natura incontaminata, da valorizzare e far rinascere, donando posti di lavoro a chi in passato si è dovuto trasferire per cercare stabilità economica altrove. Sarebbe bellissimo se si riuscisse a far rivivere San Donato e La Porta”. Ilaria Di Marco