LA FATTORIA DEL SORRISO, NEL CUORE DI PESCARA SETTE SPECIALI RAGAZZI AL LAVORO NELL’ORTO


PESCARA – Un piccolo orto nel cuore di Pescara. Un polmone verde tra i palazzi dove crescono fave, broccoli, rape e tanti altri ortaggi. Coltivatori di questa vera oasi sono sette speciali ragazzi con disabilità dell’organizzazione di volontariato Vittoria–La città dei ragazzi, ente del terzo settore di Alanno (Pescara) a supporto di giovani con neurodiversità.

L’orto urbano è stato ritagliato negli spazi esterni della Fattoria del Sorriso, struttura creata dal Lions Club Pescara Host. In occasione del cinquantesimo anniversario dell’associazione, nel 2003, venne inaugurata la casa famiglia, in via Monte Petroso, un progetto fortemente voluto dall’allora presidente del Lions Pescara Host, Giulio Comani, con la collaborazione di molti imprenditori del territorio che misero a disposizione i materiali per la realizzazione. La struttura dopo essere stata centro di accoglienza per ragazze madri gestito dal Centro Aiuto per la Vita, da qualche tempo ospita nel pomeriggio le attività della Caritas diocesana di Pescara per i ragazzi con dislessia.

Come a conferma di quel nome, scelto anni fa, quasi come una premonizione dell’evoluzione del progetto, a ottobre scorso anche gli spazi esterni della Fattoria del Sorriso hanno ritrovato una luce diversa, proprio grazie alla sinergia tra il Lions club Pescara Host, presieduto da Vittorio Gervasi e l’organizzazione Vittoria, guidata da Anna Bergami.

“Questo giardino era abbandonato – racconta Vittorio Gervasi a Virtù Quotidiane –. Abbiamo pensato di trasformare questo bel fazzoletto di terra, circondato da cemento, in una vera oasi urbana, un polmone verde dentro la città”.

Gli autori della rinascita del giardino sono stati proprio i ragazzi dell’associazione Vittoria, seguiti dal reparto di Psichiatria dell’ospedale di Pescara. “Coinvolgere i ragazzi con neurodiversità in attività a contatto con la natura è un metodo per dare loro strumenti in più per inserirsi anche in un contesto lavorativo, visto che spesso capita che finito il percorso scolastico, compiuti i 18 anni, vengono abbandonati a se stessi”.

A cominciare da ottobre, i neo coltivatori hanno seguito un corso teorico – pratico di agroecologia. Il terreno, con la consulenza di un architetto del verde, è stato suddiviso in un orto, simbolo di socialità, in un giardino aromatico, le cui piante sono state donate dal vignaiolo Gianluca Galasso della cantina San Lorenzo, socio Lions, e una terza porzione verrà arricchita con arredo per ospitare anche utenti esterni.

Nei prossimi giorni i ragazzi raccoglieranno le fave, uno degli ortaggi curati durante questo inverno, per poi cominciare a breve la coltivazione dei prodotti estivi.

“L’aspetto ancora più interessante di questo progetto – ammette Gervasi – è il meraviglioso scambio generazionale che si è creato con il quartiere. Fin dai primi giorni di lavoro dei ragazzi, gli anziani della zona hanno cominciato a interagire con loro. È un vero progetto di comunità”.

“L’approccio con la natura ha permesso di entrare in contatto con aspetti interiori dell’essere umano, normalmente pesanti, in modo spontaneo e leggero, permettendo agli psicologi di lavorare sul contenimento emotivo e reattivo dei ragazzi, offrendo un’esperienza di trasformazione interiore – spiegano la presidente dell’associazione Vittoria, Anna Bergami e la psicologa coordinatrice Martina Di Giovanni -. La cura, la premura che i ragazzi hanno nei confronti delle colture denotano come, dentro di loro, pian piano vada sviluppandosi un senso di fiducia nel mondo: ‘c’è sempre qualcuno che si prende cura di chi ha più bisogno, come io mi prendo cura delle piantine’. A oggi, le giornate di Oasi Urbana sono caratterizzate da lavoro di squadra, empatia reciproca, sostegno e vicinanza affettiva”.

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