“LA STRADA”, QUANDO GRAZIE AL GRANDE FELLINI L’ABRUZZO AQUILANO SENTÌ IL PROFUMO DELL’OSCAR


L’AQUILA – “Gelsomina, una povera ragazza di paese, dolce ed ingenua ed osservatrice del mondo con occhi ancora vergini, viene venduta per diecimila lire allo zingaro Zampanò, un rozzo saltimbanco che si esibisce in qualità di mago nei paesi di provincia: durante il loro girovagare si imbattono in personaggi singolari, come il Matto, un acrobata figlio del mondo allegro e scanzonato…”.

Tutto serve e tutti gli uomini servono a qualcosa… persino Zampanò… Le parole pronunciate dal “Matto”, interpretato nel film dall’attore americano Richard Basehart, costituiscono l’essenza di questo capolavoro, il film della maturità artistica felliniana, voluto fortemente dal regista riminese nonostante gli iniziali dubbi dei produttori e le innumerevoli disavventure vissute durante la realizzazione.

Le incertezze riguardarono anche la scelta degli attori: prima di chiamare Giulietta Masina, per il ruolo di Gelsomina, la preferita fu a lungo Silvana Mangano, e anche l’aquilana Maria Pia Casilio fece un provino, mentre per il ruolo del Matto vennero inizialmente presi in considerazione anche Alberto Sordi e Walter Chiari.

L’Abruzzo aquilano di quegli anni con il suo clima rigido ebbe una grande importanza nell’economia del film: la troupe giunse a Rocca di Mezzo nel marzo del ’54 e vi rimase circa un mese, legando profondamente con la gente del paese.

Tullio Kezich racconta che gli attori e i tecnici rientravano ogni giorno stravolti dal freddo e dalle condizioni di lavorazione, rifugiandosi nelle spartane stanze degli umili alberghi della zona: addirittura era la prima volta che Anthony Quinn accettava di lavorare senza roulotte, truccandosi per strada, dove poteva.

Sette furono le scene girate in Abruzzo, ma ne furono montate nel film solo cinque: le riprese avvennero vicino al bosco di Fundoli, sulla strada per Secinaro, al Mulino Masciarelli, nei dintorni di Ovindoli, a Pontegrosso con Terranera sullo sfondo e vicino al bivio per Rocca di Cambio, all’incrocio tra Piazza Principe di Piemonte e Largo IV Novembre, davanti alla trattoria La Fiorita, e poi sulla statale 5 bis, alla cosiddetta Fabbrica di Manuele, mentre non furono inserite quelle all’alimentari Brandani e alla Piccola Casa.

Oltre all’Abruzzo aquilano furono girate scene a Bagnoregio, Cervia, a Fiumicino e ai Castelli Romani. Tutta la popolazione dei paesi interessati si strinse con calore intorno alla troupe, in una gara di solidarietà soprattutto per aiutare l’organizzatore generale, l’energico Gigetto Giacosi e il collocatore Angelo Del Giudice, che assoldò tra gli altri i locali Toto Santoro e Corradino D’Amico come factotum.

Venturino Di Corpo si occupò delle lenzuola che insieme a trenta sacchi di calce servirono a simulare la neve mancante in alcune scene panoramiche, mentre la magliaia Franchina Franchi realizzò apposta per Fellini dei coloratissimi paraorecchi, che ben si abbinavano agli onnipresenti sciarpa e cappello “d’ordinanza”.

Una collaborazione gioiosa, condivisa soprattutto la sera, nei pochi momenti di relax. Tra i vari aneddoti, gustoso quello che racconta che Fellini se la fosse bonariamente presa un giorno con alcuni giovani del paese, ai quali aveva chiesto, durante una scena in cui Anthony Quinn entrava in un alimentari per farsi un panino, di urlare parolacce mentre giocavano al Calciobalilla, ma i giovani spaventati dalla cinepresa rimasero in silenzio, forse nel primo momento di timidezza della loro vita, salvo poi tornare ad inveire alla fine delle riprese e causando così l’ira del grande cineasta!

Regia: Federico Fellini
Sceneggiatura: Tullio Pinelli, Ennio Flaiano, Federico Fellini
Fotografia: Carlo Carlini e successivamente Otello Martelli
Montaggio: Leo Catozzo
Musiche: Nino Rota
Produzione: Dino De Laurentiis e Carlo Ponti, 108 min, B/N
Interpreti: Giulietta Masina, Anthony Quinn, Richard Basehart

*critico cinematografico

L’uscita ormai prossima del mio volume Il cinema forte e gentile, dedicato ai film girati nella nostro stupendo Abruzzo, credo possa costituire anche uno stimolo per porre la giusta attenzione verso opere non sempre note che fanno parte di diritto della storia del nostro territorio e che spesso ne hanno fatto conoscere ovunque le bellezze e le tradizioni!

Sfogliando insieme le pagine della pubblicazione, realizzata con la preziosa collaborazione della casa editrice Arkhè, mi soffermerò con i lettori di Virtù Quotidiane sui momenti a mio parere più interessanti, raccontandovi aneddoti e tanti particolari sui luoghi scelti per quei film: mettiamoci quindi in marcia, alla scoperta, come è tradizione delle pagine che ci ospitano, del bello nascosto e dei piccoli segreti anche cinematografici di questa nostra terra meravigliosa…

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