L’AQUILA, DA OTTOBRE IL TROPICAL TORNA IN CENTRO. LUCIANO POLIDORI: “UNA SFIDA MA SONO FELICE”


L’AQUILA – Il bar Tropical tornerà in centro all’inizio dell’autunno. Ad anticiparlo a Virtu Quotidiane è il proprietario, Luciano Polidori.

Chiunque abbia frequentato la facoltà  di Lettere e Filosofia, che fino al 2009 aveva sede a Palazzo Camponeschi, chiunque abbia lavorato al Comune, nel poderoso Palazzo Margherita, conosce quel bar, in un angolo riservato, adiacente il Palazzetto dei nobili, ai civici 20, 22 e 24 di Via delle Aquile.

Tanti lì hanno sostato tra una lezione universitaria e l’altra, o hanno brindato alla laurea, tanti avranno assaporato la tranquillità del luogo, la gentilezza del personale e avranno incrociato il fare gentile di Nestore, il papà di Luciano, oggi ritiratosi dal lavoro.

La stessa atmosfera, in un ambiente molto diverso, che oggi si respira nel locale sorto due anni dopo il sisma in viale Corrado IV. Questo locale dal nome che sa di futuro “Tropical Next”, così moderno, luminoso e arioso che Luciano si appresta, forse, a lasciare, non senza dispiacere.

“Sì, ci penso spesso, sono in una condizione di tentennamento”, ammette. “Vorrei davvero non lasciare questo luogo, che va benissimo, pur volendo moltissimo aprire l’altro. Sarebbe durissimo però tenere insieme due locali, e questo è davvero molto grande”.

Attualmente Polidori ha nove dipendenti in sala, tre in cucina, molti dei quali sono cresciuti nel locale e sono al suo fianco da anni. “Mi fido moltissimo di loro, pensare di avere doppio personale, e con un tale livello di fiducia, mi sembra impossibile, ma continuo a valutare, prima o poi farò la mia scelta”.

Luciano non ha avuto dubbi sul da farsi in un momento preciso: “Tempo fa mi chiamarono per andare sul cantiere in centro, appena ho visto i lavori in corso, non ho avuto più dubbi, e ho deciso di tornare. Lo so è una follia, ma mi piacciono le sfide, so che ci sarà da soffrire, ma rischio in prima persona, e non posso non farlo”.

Luciano, insieme a suo fratello Valerio, è cresciuto nel Tropical di via delle Aquile che il papà Nestore aprì nel 1986. “Papà è di Montereale – racconta – da giovanissimo ha lavorato tanto in vari locali a Roma, imparando il mestiere e negli anni 80 torna a Montereale, ma poi sceglie il lavoro che aveva imparato, dando vita a questo bar insieme a mia madre Gabriella”.

Il Tropical resta in quel luogo, di cui la famiglia non è proprietaria, fino al 2009. La struttura non subì danni ingenti ma la situazione della città all’epoca era tale per cui tutto era da recuperare, puntellare, ricostruire e quell’area era invivibile.

La famiglia Polidori prese in gestione il bar Cin Cin, fino ad allora guidato dai fratelli Giacomo e Flavio Pace. Purtroppo Flavio insieme a suo figlio e sua moglie, rimase vittima del sisma e per il fratello Giacomo fu impossibile, all’inizio, tornare in quel bar. Di recente, dopo qualche anno, Giacomo Pace è fortunatamente tornato a gestire il Cin Cin.

Luciano e Valerio Polidori, dopo circa due anni dal sisma, aprono il Tropical next, oggi attivo. Un ampio spazio davanti al bancone, con altrettanto spazio interno per i tavolini. Altro spazio esterno fruibile sia di inverno che d’estate, e molti tavoli in un ulteriore spazio tutto esterno.

“In centro avremo molti meno posti – spiega Luciano – il locale è molto più piccolo. All’interno, in un periodo senza restrizioni anti-Covid, avremo 30 posti, altri ne avremo solo d’estate, per l’esterno. Proprio per questa differenza sarà una sfida, ma sono pronto”.

Polidori porterà in centro tutto i suoi dipendenti. “Ho tutti uomini in sala perché, mi spiace dirlo, ma quando dietro il bancone c’è una donna, i clienti che arrivano hanno spesso solo l’intenzione di infastidirla. Inoltre questo è un lavoro che gli uomini spesso scelgono come professione, è un lavoro duro, che impegna moltissimo tempo e richiede grande sacrificio. Le donne spesso, per tanti motivi, non hanno queste possibilità. Però sia chiaro, non ho nulla contro una donna che scelga questo lavoro, in passato ne ho avute. Sto cercando una persona in più da impiegare, e se c’è una donna con esperienza, preparata e che voglia davvero fare questo lavoro, sarei felice di valutare la possibilità di prenderla a lavorare con noi”.

Per l’agibilità piena del bar in centro mancano solo alcuni passaggi tecnici del Comune, come le centraline elettriche, ma da ottobre prossimo il bar si potrà riaprire.

Si trova, come detto, in un angolo riservato, che però oggi è in mezzo a due realtà, una è quella delle aree restituite alla città come piazza Santa Margherita con la bella fontana, con il palazzetto del Nobili, palazzo Camponeschi e di fronte palazzo Pica Alfieri, l’altra è cantiere: quello da avviare, di palazzo Carli e quello attualmente in corso di palazzo Margherita per la sede comunale. “Spero che in quel cantiere siano rispettati i tempi previsti – dice il gestore – . So che non sarà facile all’inizio, ma ho dovuto fare i conti con l’idea che altri potessero scegliere di aprire lì. Non lo avrei sopportato, lì sono cresciuto, è la storia della mia famiglia, e ho voglia di ridare questo luogo alla città”.

Polidori si troverà a lasciare la realtà dove è cresciuto professionalmente, l’attuale di Tropical next. “Qui sono dieci anni che lavoro, mio padre ha smesso, mio fratello ha fatto altre scelte e ora vive fuori L’Aquila, e qui, da solo, ho creato un realtà. Lasciare sarà complicato, ma tornare in centro mi stimola molto. È far rivivere un luogo dove tanti hanno vissuto bei momenti, è dare nuova vita ad luogo, perché arriveranno persone che non conoscevano quello che c’era prima, e anche chi lo ha già conosciuto è una persona nuova, diversa. Tutto sarà nuovo. E devo dire che sono davvero felice di fare questo ritorno in centro”.

Il bar che riaprirà in Via delle Aquile manterrà la filosofia di fondo, pur in parte mutando. “Qui apriamo alle 5, lì apriremo un po’ più tardi. Qui contano molto le colazioni, lì sarà più importante l’orario dell’aperitivo e lo spazio dedicato ai vini. Però – conclude Polidori – saremo sempre noi. Il Tropical sarà sempre il posto tranquillo dove si sceglie di andare. Non ho intenzione di fare eventi o di dare spazio alla movida. Forse potrò valutare qualche piccola serata di musica che sia piacevole, niente di rumoroso. A chi piace questa atmosfera, spero ci verrà a trovare anche in centro”.

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