LAVORATORI AUTONOMI PRESIDIANO L’EMICICLO: RIAPRIRE SUBITO IN SICUREZZA


L’AQUILA – “A un anno dal primo caso Covid non si può ancora parlare di emergenza e la Regione deve impegnarsi a erogare i fondi delle leggi Cura Abruzzo 1 e 2, promessi a maggio 2020”.

Così Aleandro Mariani, tra i fondatori del Comitato spontaneo lavoratori Abruzzo, costituito da esercenti, ristoratori, commercianti, artisti, maestri di sci, operatori della montagna, gestori di b&b, che stamattina ha presidiato palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale all’Aquila, per chiedere, tra le altre cose, l’erogazione dei ristori che la Regione ha annunciato a maggio 2020 e ancora non eroga.

“È impensabile continuare ad avere disposizioni la sera per la mattina, ci devono dire se intendono farci lavorare o se le nostre categorie devono scomparire”, ha aggiunto.

“La situazione è di fortissimo disagio, le imprese fanno già difficoltà a resistere in situazioni ordinarie nei piccoli centri dell’entroterra, nella situazione attuale rischiano di chiudere per sempre”, ha rilevato ancora Mariani, tenore e imprenditore della ristorazione e alberghiero.

Igor Antonelli, operatore della montagna, ha fatto osservare come “siamo al collasso, è discriminata solo una porzione della società, settori demonizzati perché ritenuti luoghi di contagio, invece siamo in grado di garantire sicurezza per gli utenti”.

“Ci sentiamo una categoria discriminata, ormai abbiamo una tecnologia che ci consente persino di gestire chi sta facendo attività sportiva in una palestra o è sopra una seggiovia. Ma qui abbiamo ancora un tempo medio di evasione dei tamponi di 48 ore, non ne usciremo mai!”, ha accusato rivolto alla Regione Abruzzo, ricordando come “i bandi sono bloccati da maggio dell’anno scorso!”.

Al presidio hanno fatto capolino il vice presidente della Regione Emanuele Imprudente, contestato dai manifestanti, e i consiglieri Simone Angelosante e Americo Di Benedetto.

Non è mancata una stoccata al presidente della Regione Marco Marsilio: “Inutile che Fratelli d’Italia dice in giro che bisogna sostenere la montagna e le imprese e poi non si presenta!”, ha detto Mariani.

Tra le 19 richieste contenute in un documento elaborato dal Comitato, pagamento immediato dei ristori, finanziamenti pubblici per l’acquisto di macchinari di sanificazione ambientale, abbattimento delle aliquote Iva, decontribuzione sulle nuove assunzioni ma, soprattutto, riapertura immediata di tutte le attività legate al turismo montano con protocolli sanitari chiari e definitivi. (m.sig.)

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